Roma, 22 set. (Adnkronos) - "Se c'e' stata una scellerata chiamata alle armi" con la scelta collettiva di spostare dalla scuola i propri figli, "sarebbe disgustoso e incivile, qualcosa che dimostra un'arretratezza culturale estrema, e significherebbe che nessuno si e' posto il problema di questo ragazzo e della famiglia". E' quanto afferma all'Adnkronos lo scrittore Gianluca Nicoletti, che nel libro 'Una notte ho sognato che parlavi' ha raccontato la sua storia ed esperienza di padre di un ragazzo autistico, commentando la vicenda di una scuola elementare di Mugnano (Napoli) dove alcuni genitori hanno ritirato i propri figli dalla scuola per la presenza in classe di un bambino autistico. "E' una totale idiozia togliere in massa i figli da una scuola perche' c'e' un ragazzo disabile, ma e' altrettanto vero che bisogna capire come la scuola gestiva questo ragazzo", sottolinea Nicoletti. "E' irragionevole pensare che un ragazzo disabile impedisca agli altri di seguire i corsi", osserva lo scrittore e giornalista secondo il quale tuttavia nella maggior parte delle scuole "il sostegno ai ragazzi disabili e' solo un'ipotesi. Bisogna cominciare a pensare a quali sono le forme concrete per dare ai ragazzi autistici la possibilita' di frequentare la scuola con altri compagni". "Il soggetto autistico ha l'assoluta necessita' di una tutela super specializzata: una persona con varie cognizioni per gestire un disabile di qualsiasi tipo ha estrema difficolta', se non impossibilita', a gestire un soggetto autistico - sottolinea - Servono specializzazione e aggiornamento perche' non basta una persona che lo faccia star buono". "Il ragazzo autistico - conclude lo scrittore - ha difficolta' di attenzione e di concentrazione e deve avere al fianco una persona che conosca la sua patologia. Occorre una seria campagna per la formazione di insegnanti e assistenti specializzati con lo scopo di seguire nelle scuole i ragazzi autistici, che sono tanti e possono avere ottimi risultati".




