(Adnkronos) - Ad 8 anni dalla morte del ragazzo, per il quale sono stati condannati per eccesso colposo in omicidio colposo Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i quattro agenti di Polizia che lo fermarono, la battaglia di Patrizia Moretti, ma anche del padre di Federico, Lino, dunque prosegue sul piano civile e culturale. "La storia giudiziaria nel nostro caso si e' conclusa - prosegue Moretti - ma abbiamo la necessita' di fare un passo avanti, per questo abbiamo creato l'associazione. Vogliamo che questa vicenda sia utile a tutte le famiglie. Ovviamente siamo legati e sosteniamo le battaglie delle famiglie di Giuseppe Uva e di Stefano Cucchi, ma piu' in generale crediamo serva un cambio culturale profondo". "Noi abbiamo avuto riscontri positivi da parte dello Stato e delle istituzioni, ma vogliamo che ci sia giustizia per tutti - continua la madre di Federico - per costruire quel futuro che mio figlio non ha avuto, un futuro senza il rischio che accada cio' che e' accaduto a lui". Per ottenere cio', secondo Moretti, serve innanzitutto "la consapevolezza da parte delle persone che anche all'interno delle forze dell'ordine possono accadere casi di abusi di potere, forme di violenza e sopraffazione". Questo e' cio' che ha insegnato il caso Aldrovandi, secondo la madre del ragazzo. (segue)




