Palermo, 25 set. (Adnkronos) - Lettera aperta del dirigente regionale della Sicilia Antonio Belcuore, scarcerato dopo l'arresto avvenuto nell'ambito dell'inchiesta sui Grandi Eventi, il maxi procedimento che ha portato a giugno 17 persone in carcere. Belcuore, in una lettera inviata al sito Si24 racconta i 6 giorni trascorsi in carcere e i 50 agli arresti domiciliari e respinge le accuse nei suoi confronti. "Una vicenda assurda che merita un minimo di spiegazione -scrive Belcuore, ex dirigente del servizio turistico di Taormina- Ho sempre evitato di fare il burocrate immobile, quello che sa solo dire 'non si puo' fare'. Ho sempre cercato di trovare le giuste soluzioni... Ripensandoci, forse sarebbe stato meglio rimanere sulla strada del burocrate ammuffito, visto anche il processo sommario a mezzo stampa di cui sono stato vittima prima ancora di essere giudicato da un tribunale". Poi nella lunga lettera parla dei suoi rapporti con Fausto Giacchetto, considerato il personaggio chiave della vicenda. Ribadisce che le accuse contro di lui non sarebbero fondate. E chiude con un'accusa ai "rappresentanti di istituzioni regionali e nazionali che si sono lasciati andare in affermazioni e giudizi da tribunale dell'Inquisizione. Soggetti che per mascherare la propria inutilita' hanno bisogno di rubare quotidianamente l'onesta' di chi lavora".




