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Reggio Calabria: teste a processo consigliere, riunioni politiche invece di lavoro

domenica 13 ottobre 2013
Reggio Calabria: teste a processo consigliere, riunioni politiche invece di lavoro

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Reggio Calabria, 9 ott. (Adnkronos) - “Mi ritenevo truffata perché mi era stato promesso un posto di lavoro e invece si trattava di riunioni politiche”. Alessandra Parpiglia ha testimoniato oggi al processo contro il consigliere regionale Antonio Rappoccio (oggi sospeso e destinatario di un provvedimento di divieto di dimora) in cui si è costituita parte civile. Il politico, eletto nel 2010 tra le fila del Pri con la lista “Insieme per la Calabria”, deve rispondere dell’accusa di corruzione elettorale. Secondo la Procura di Reggio Calabria, avrebbe utilizzato alcune società cooperative per truffare disoccupati promettendo posti di lavoro. Avrebbe fatto pagare quindici euro per l’adesione alla cooperativa e venti euro per sostenere fantomatiche selezioni che non si sono mai svolte, configurando così anche il reato di truffa. La testimone Parpiglia ha raccontato oggi in aula l’episodio in cui è stata contattata per partecipare a una riunione politica invece che sostenere le prove per il lavoro con la società cooperativa che avrebbe dovuto produrre pannelli solari. E’ stato sentito anche un ex collaboratore di Rappoccio al tempo in cui l’imputato era consigliere comunale a Reggio Calabria. Aldo Rotilio si è dissociato quando il politico gli chiese di fare telefonate per fare sottoscrivere diecimila quote, consapevole che “per logica matematica non era possibile creare diecimila posti di lavoro”. Dopo il rifiuto, il collaboratore venne invitato a stare in corridoio anziché in ufficio dove si avvicendavano altre persone che aiutavano Rappoccio.