L'Aquila, 7 nov. (Adnkronos) - L'Aquila sotto choc per l'allarme prostituzione minorile lanciato dal vescovo ausiliare del capoluogo abruzzese, monsignor Giovanni D'Ercole, che in occasione della presentazione del rapporto Caritas sulle nuove povertà, ha riferito di essere stato informato da un medico dell'ospedale locale dell'esistenza di baby-squillo, anche con meno di 14 anni, che si vendono per una ricarica telefonica. La denuncia di mons. D'Ercole ha rappresentato un vero e proprio scossone per l'opinione pubblica aquilana, disorientata dalla denuncia del vescovo e alle prese con preoccupazioni piu' pesanti legate ancora agli effetti del dopo sisma, ma anche per le istituzioni e la politica. Intanto la magistratura aquilana ha avviato una indagine preliminare sul fatto. L'inchiesta è appena agli inizi ma il Procuratore Capo Fausto Cardella è intenzionato "ad approfondire in tempi rapidi quanto denunciato da mons. D'Ercole con modalità che verranno decise dal pool competente su questi reati". (segue)




