Palermo, 7 nov. (Adnkronos) - "Sono stati i politici a fare uccidere il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, sono stati Craxi e Andreotti a chiederlo perche' si sentivano il fiato sul collo… Cosa nostra voleva anche uccidere Andreotti e il figlio. Ha ragione Toto' Riina quando nelle interviste se la prende con lo Stato. Prima gli hanno fatto fare tanti omicidi e ora pagano solo i mafiosi, mentre i politici sono spariti tutti e lo hanno mollato. Anche Mattarella e' stato ammazzato dallo Stato… Ma quale trattativa tra Stato e mafia, lo sapevano tutti che c'era una vera e propria convivenza tra politica, Stato e mafia". A puntare il dito contro i politici e' un ex picciotto di Cosa nostra, uno che per vent'anni ha vissuto al fianco dei boss sanguinari come Toto' Riina e Salvatore Biondino. Francesco Onorato, 53 anni, reo confesso killer di una trentina di omicidi, oggi e' un pentito di mafia. Ma per vent'anni, come ha raccontato oggi al processo per la trattativa tra Stato e mafia ha fatto parte del gruppo di fuoco della Commissione di Cosa nostra "e fare parte di quel gruppo di fuoco era come far parte della Nazionale di calcio, prendevano solo i migliori…". In tre ore di interrogatorio, condotto dai pm Antonino Di Matteo, Francesco Del Bene e Vittorio Teresi, Onorato ha ripercorso tutta la sua vita criminale fino alla decisione di collaborare con la giustizia, raccontando, senza tralasciare alcun particolare l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima, avvenuto il 12 marzo 1992. Onorato e' uno dei killer che, a bordo di una potente moto, ha ucciso il politico "perche' - come racconta - non aveva mantenuto le sue promesse a Cosa nostra. Ecco perche' i boss Riina e Biondino decisero di farlo uccidere. (segue)




