(Adnkronos) - Sono state così irrogate sanzioni per circa 36mila euro, mentre i versamenti contributivi omessi ammontano a quasi 109mila euro. Una cifra elevata che però non è il frutto di una completa morosità: i contributi risultano infatti denunciati ma non pagati a causa di una momentanea mancanza di liquidità delle aziende ispezionate. Comunque le illegalità sul lavoro hanno portato alla sospensione di 4 attività, poi rientrata perché le imprese hanno provveduto a regolarizzare subito i dipendenti, pagando anche le dovute sanzioni. Sul fronte dei prodotti alimentari, sono stati sequestrati in tutto 255 kg di merce (verdure, pesce, ravioli, carne rossa e bianca, preparati vari) perché mal conservata e senza tracciabilità; la carne, invece, veniva venduta come fresca quando invece era surgelata. Sotto il profilo delle condizioni igienico-sanitarie, sono emerse delle carenze nei locali ispezionati ma non tali da mettere a rischio la salute dei consumatori, tanto che in un solo caso i Nas hanno proposto all'Asl il sequestro dell'attività per la situazione ambientale. Altre violazioni riscontrate: mancata emissione di scontrini e ricevuta fiscale, prezzi non esposti sui prodotti in vendita, mezzi pubblicitari non autorizzati, carenze strutturali. Ogni squadra che ha partecipato all'operazione era composta, oltre che da poliziotti, carabinieri, finanzieri e vigili urbani, da ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro, dell'Azienda sanitaria locale, dell'Inps, dell'Inail e dei Nas. Questa iniziativa è il terzo step di una campagna di controlli portata avanti dal Gruppo interforze costituito dalla Prefettura per contrastare la concorrenza sleale e tutelare la salute dei consumatori. (segue)




