Bologna, 13 nov. - (Adnkronos) - "I comportamenti devianti si marginalizzano se c'è una tenuta della scuola e si comunicano ai giovani valori di autostima, di sostanza e di contenuti, non di apparenza come è veicolato da molti modelli televisivi". Ne è convinto l'assessore alla Scuola, formazione e lavoro della Provincia di Bologna, Giuseppe De Biasi che commenta così, con l'Adnkronos, il fenomeno del disagio giovanile emerso in seguito all'inchiesta romana sulle cosiddette 'baby squillo'. "Al di là delle indagini giudiziarie, è difficile avere sentori su fenomeni come questo" prosegue l'assessore, rimarcando che comunque la strada della repressione non è quella maestra. "Questo fenomeno, come altri di degrado culturale e sociale, si combattono attraverso iniziative costanti di investimento sulla scuola - spiega - perchè bisogna intervenire a monte, non a valle". "Con la Prefettura esiste una costante collaborazione istituzionale, così come le forze dell'ordine sono impegnate nelle attività di contrasto dello spaccio tra i giovani" con controlli e presidi davanti alle scuole, sottolinea De Biasi, ma "pensare a blitz o a telecamere nei bagni degli istituti sarebbe poco efficace: si punirebbe un caso, ma ne sfuggirebbero mille altri, senza considerare che le stesse cose potrebbero avvenire altrove, magari nello scantinato di un palazzo". (segue)




