Palermo, 13 nov. (Adnkronos) - "Da tempo gli attivisti segnalavano la presenza di cani da combattimento tenuti in ripari di fortuna, allo Zen di Palermo, addirittura in recinti approntanti sul suolo pubblico. Finalmente lo Stato è intervenuto". E' il commento di Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia Lav, alla notizia dell'operazione dei Carabinieri della Compagnia Palermo San Lorenzo, che hanno denunciato sei persone, accusate di concorso in organizzazione di combattimenti tra animali, due delle quali denunciate anche per maltrattamento animali. "È fuori dubbio che, almeno sotto il profilo giudiziario e dell'allarme sociale, il fenomeno della cinomachia ha subito negli ultimi anni un vistoso e progressivo ridimensionamento, ma nuovi segnali indicano una preoccupante ripresa -continua Troiano- Allo Zen, negli anni passati, ci sono stati diversi blitz delle forze di polizia, alcuni dei quali portarono al sequestro di cani da combattimento allevati, come se nulla fosse, su suolo pubblico. Altri cani venivano allevati nei garage di alcune abitazioni e gli incontri si tenevano nei box. Furono sequestrati anche cani combattenti tenuti in una centralina dell'Enel in disuso. In un caso fu trovato addirittura un maiale ferito, utilizzato per addestrare i pit bull". "Questa operazione è la conferma che occorre vigilare perché la pericolosità sociale del fenomeno non ha perso la sua capacità offensiva -conclude Troiano- Pertanto, non deve essere sottovalutato il suo potenziale criminale. Siamo grati a carabinieri e magistrati che hanno dato impulso all'inchiesta, e annunciamo, fin da ora, che ci presenteremo come parte civile al processo".




