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cronaca

La suora: "Basta machismo, fateci votare al Sinodo"

La teologa delle missionarie mediche: "Il desiderio è stato espresso chiaramente nel mio Circolo minore, più inclusione e più ruolo di leadership per noi donne"

11 Ottobre 2019

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La suora: "Basta machismo, fateci votare al Sinodo"
La teologa delle missionarie mediche: "Il desiderio è stato espresso chiaramente nel mio Circolo minore, più inclusione e più ruolo di leadership per noi donne"

Città del Vaticano, 11 ott. (AdnKronos) - di Elena Davolio

"Basta machismo, anche le donne devono potere votare al Sinodo dei Vescovi". La questione legata al diritto di voto per le donne nelle assemblee sinodali dei vescovi, cosa ancora off limits, è stata affrontata con decisione in seno al Sinodo dei Vescovi riuniti in Vaticano per discutere sull'Amazzonia. Lo ha raccontato suor Birgit Weiler, della Congregazione delle suore missionarie mediche, collaboratrice nella Pastorale per la cura del creato della Commissione Episcopale di Azione Sociale della Conferenza Episcopale del Perù. "Bisogna superare il machismo - ha detto la teologa nel corso del quotidiano briefing per fare il punto sui lavori del Sinodo che ora vede riuniti i gruppi linguistici nei Circoli minori - che va contro ciò che dice Gesù. Nel circolo dove io mi trovo il tema del diritto al voto per le donne nel Sinodo è stato affrontato".

La suora si è detta grata al Papa "per tutti i passi fatti" nei confronti delle donne. "Naturalmente - ha puntualizzato suor Birgit - desideriamo che si arrivi al punto per cui anche le superiore generali possano votare come accade per gli uomini. Del resto il Papa ha ricordato che non è necessario essere ordinati al sacerdozio per votare. Il desiderio è stato espresso chiaramente al Sinodo. Quando i fratelli votano, anche per le sorelle deve valere lo stesso discorso".

Più in generale, descrivendo l'atmosfera che viene respirata dalle 35 donne (ancora senza diritto di voto) presenti al Sinodo, suor Weiler ha sottolineato: "Nel Circolo minore a cui appartengo c'è una atmosfera aperta. Ci esprimiamo liberamente, vogliamo discernere insieme". Quanto ad un riconoscimento maggiore auspicato per le donne in Amazzonia per cui si è parlato anche della creazione di un ministero ad hoc, la teologa ha osservato: "Tra vescovi e cardinali c'è una condivisione delle nostre preoccupazioni e in tanti vogliono che le cose cambino. Quando si vuole davvero andare verso una Chiesa sinodale, allora bisogna decidere insieme. Il che vuole dire avere più donne in posizione di leadership. Cosa che non richiede una ordinazione sacerdotale".

Un riconoscimento alle donne, ha ricordato la suora, sacrosanto se si considera che "la maggior parte delle attività pastorali in Amazzonia sono svolte da donne. Dobbiamo essere incluse anche nelle decisioni più importanti. Noi teologhe portiamo avanti la nostra lotta per una maggiore inclusione. Il settore accademico non è altro rispetto alla fede. Molte teologhe, poi, stanno lavorando insieme alle donne indigene per promuovere la teologia indigena. In tante lavorano per costruire ponti. Si tratta di andare oltre il machismo, e di dare più spazio alla leadership delle donne, non per un discorso di potere ma per condividere con gli uomini i nostri doni. L'umanità sarà più ricca".

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