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Puglia: lotta all'abusivismo nei parchi salentini, 220 immobili da demolire

domenica 24 novembre 2013
Puglia: lotta all'abusivismo nei parchi salentini, 220 immobili da demolire

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Lecce, 18 nov. - (Adnkronos) - Lotta senza quartiere all'abusivismo edilizio nei parchi del Salento. Nell'ambito di una più ampia operazione di contrasto al fenomeno illegale, sono stati individuati ben 220 immobili da abbattere in luoghi di pregio dal punto di vista paesaggistico e ambientale, due dei quali sono stati già demoliti: si tratta di una villetta nella Riserva regionale terrestre Palude del Capitano-Porto Selvaggio nel comune di Nardò, che dominava il paesaggio caratterizzato dalla torre costiera e dalla baia di Porto Selvaggio; e di un'altra casa in località Torre Lapillo, all'interno della riserva Tenuta del Conte - Porto Cesareo. "E' solo l'inizio, nei prossimi giorni si abbatteranno oltre 200 immobili sul tratto costiero dei comuni di Gallipoli, Nardò e Porto Cesareo e alcune case abusive a Otranto, sul versante adriatico - spiega all'Adnkronos Mino Buccolieri, di Legambiente Porto Cesareo - con oltre 200 provvedimenti esecutivi di demolizione, la Procura di Lecce sta ripristinando lo stato dei luoghi di queste aree e un senso di legalità che negli ultimi anni si era affievolito, complici le leggi di condono edilizio che hanno ingenerato nell'opinione pubblica la convinzione che un'opera abusiva, seppur costituente reato, possa poi in un secondo momento rientrare in legge di condono edilizio con conseguente concessione edilizia di sanatoria, con l'eliminazione del fatto costituente reato e l'autorizzazione amministrativa per il corpo di fabbrica abusivo". Agli abusivi individuati, oggi invece spetta "la demolizione, una sanzione pecuniaria di circa 30mila euro e il congelamento della destinazione d'uso della particella catastale. Con questa operazione di abbattimento di massa, la Procura della Repubblica sta dando un forte scossone all'intera popolazione salentina", continua Buccolieri che sottolinea però l'allarme lanciato dalla Procura di Lecce, nella persona del procuratore aggiunto Ennio Cillo, "che ha riscontrato che l'attenzione per la costruzione di opere abusive si sta ora spostando nell'entroterra, nei paesaggi rurali salentini, tra gli ulivi secolari".