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Mafia: ex pm Agueci, 'parole Fioravanti su Falcone inattendibili, strumentali e diffamatorie'

di AdnKronosdomenica 5 gennaio 2020
Mafia: ex pm Agueci, 'parole Fioravanti su Falcone inattendibili, strumentali e diffamatorie'

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Palermo, 5 gen. (Adnkronos) - "Le dichiarazioni con cui Giusva Fioravanti chiama in causa Giovanni Falcone sono l’ennesimo esempio dell’orribile e diffusa pratica di mettere in bocca ciò che conviene a personaggi illustri che non ci sono più e che non possono quindi smentire. Conoscendo poi il rigore e la correttezza formale che Giovanni Falcone adottava nel relazionarsi con imputati e testimoni, non c’è dubbio che siano dichiarazioni del tutto inattendibili e strumentali, oltre che diffamatorie per la memoria dello stesso Falcone". E' quanto dice all'Adnkronos l'ex Procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci, commentando le parole di Giusva Fioravanti nell'intervista rilasciata a 'Il Dubbio' alcuni giorni fa in cui diceva: "Giovanni Falcone non credeva alla mia colpevolezza, egli stesso mi disse che aveva dovuto procedere ugualmente nei miei confronti per via delle pressioni che ricevette". "Qualche giorno dopo la trasmissione tv Falcone viene da me al carcere di Rebibbia dove ero recluso, fa uscire la sua scorta e i collaboratori dalla stanza, e dopo avermi chiesto se avevo bisogno di un avvocato mi dice "Lei ha visto la televisione? Capisce che se io non procedo divento anche io un sodale della P2?' Questa è la spiegazione data per cui Falcone ha dovuto fare il mandato di cattura nei miei confronti"". "Giusva Fioravanti farebbe invece meglio a spiegare cosa ci faceva a Palermo il giorno dell’omicidio (circostanza pacifica e mai smentita) - dice ancora Agueci - Così come sarebbe il caso di rileggere con attenzione le varie dichiarazioni rese a diverse autorità giudiziarie dal fratello Cristiano – che è stato il primo a chiamare in causa Giusva fin dal 1982 – dapprima vaghe, poi sempre più precise nel descrivere il ruolo del fratello e quindi nuovamente e drasticamente reticenti". "I collegi giudicanti hanno sbrigativamente qualificato come inattendibili tali dichiarazioni ma io credo che sarebbe stato invece molto importante un maggiore approfondimento dell’iter psicologico e delle motivazioni che hanno portato Cristiano in un primo momento –e di propria iniziativa – a “mettere in mezzo” il fratello – e la sua organizzazione criminale di estrema destra - in una vicenda estremamente grave ed estranea al loro abituale raggio d’azione, con dichiarazioni progressivamente sempre più precise, e successivamente ad una marcia indietro imbarazzata che ancora adesso suscita molte perplessità", aggiunge Agueci che rappresentò l'accusa nel processo d'appello del processo Mattarella.