(Adnkronos) - "Abbiamo scelto un luogo simbolico per lanciare un appello alla cittadinanza attiva – spiega Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre – San Cipirello è solo uno degli 80 Comuni sciolti in Sicilia per infiltrazioni dal 1991, e nella sola provincia di Palermo non mancano i casi plurimi, come il Comune di Misilmeri sciolto tre volte e quelli di Altavilla Milicia, Bagheria, Cerda e Villabate, sciolti due volte. Questi erano centri antifascisti dove si è costruita la democrazia, siamo qui per non disperdere questo patrimonio". "La mafia ha due nemici: la scuola e il lavoro - sottolineano i segretari di Cgil Palermo Enzo Campo, Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e Agostino Fascellaro della Uil Fpl Palermo - e noi dobbiamo fare in modo che il percorso di liberazione dai condizionamenti mafiosi avvenga attraverso questi due fondamentali elementi". "Siamo qui per non lasciare soli chi ha avuto la vita spezzata dalla criminalità – ha detto Caterina Pellingra, referente per Libera del presidio Valle dello Jato – Solo facendo fronte comune si possono creare quegli anticorpi capaci di mettere al riparo la cosa pubblica dalle infiltrazioni mafiose, a San Cipirello come in ogni altro luogo".




