Milano, 21 nov. (Adnkronos) - "Ho sollevato il problema della carenza del piano industriale presentato da Unipol. Più precisamente quel piano mi sembra difettare di precisione e di dettagli". Così Giovanni Cucinotta, dirigente di Isvap, ascoltato come persona informata dei fatti il 21 aprile 2012, svela quanto accaduto a fine gennaio 2012 in una riunione tra dirigenti dell'lsvap (oggi Ivass) e l'amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri. "Certamente l'iniezione di 1,1 miliardi di euro è un fatto del tutto positivo per Fonsai, non si può dubitare. Ma questa conclusione, del tutto plausibile ad oggi, non è sufficiente a dirci cosa potrà succedere da qui a qualche tempo. La questione, di certo non banale, è se il nuovo soggetto assicurativo che si viene a formare sarà in grado di stare in piedi tra due anni", aggiunge al pm di Milano Luigi Orsi. "Su un versante più tecnico, ho posto la questione della compatibilità del piano industriale di Unipol con la normativa denominata Solvency2. Alla stregua di questa disciplina - che entrerà formalmente in vigore nel 2014 ma della quale già si individuano le direttive - sarà necessario un incremento dei requisiti patrimoniali. Unipol ha presentato il piano industriale sulla base di Solvency1, ma un calcolo che guarda al passato propone un rischio nell'immediato futuro". (segue)




