Città del Vaticano, 22 nov. (Adnkronos) - Il rugby è uno sport che piace a papa Francesco, perché si corre tutti insieme verso la 'meta'. Jorge Mario Bergoglio lo rivela ai giocatori delle nazionali di rugby di Italia e Argentina, ricevuti nella sala Clementina del palazzo Apostolico in Vaticano, in vista della partita che sarà giocata domani in suo onore e che avrà anche uno scopo benefico. "Vedo con piacere che tra Italia e Argentina ci sono diversi incontri sportivi: questo è buon segno, segno anche di una grande tradizione che continua fra queste due Nazioni", premette. Poi, il Papa si 'addentra' nell'analisi del gioco. "il rugby è uno sport molto simpatico perché è uno sport duro, c'è molto scontro fisico ma non c'è violenza - osserva subito - C'è grande lealtà, grande rispetto. Giocare a rugby è faticoso, non è una passeggiata e questo penso sia utile anche a temprare il carattere, la forza di volontà". Inoltre, "un altro aspetto che risalta è l'equilibrio tra il gruppo e l'individuo, ci sono le famose 'mischie' che a volte fanno impressione! Le due squadre si affrontano come due gruppi compatti, che spingono insieme uno contro l'altro e si bilanciano". Ma soprattutto, rimarca Francesco ai rugbisti, "ci sono le azioni individuali, le corse agili verso la 'meta'. Ecco: nel rugby si corre verso la 'meta'! Questa parola così bella, così importante, ci fa pensare alla vita, perché tutta la nostra vita tende a una meta e questa ricerca è faticosa, richiede lotta e impegno. L'importante - sottolinea il Papa - è non correre da soli: per arrivare bisogna correre insieme e la palla viene passata di mano in mano e si avanza insieme, finché si arriva alla 'meta'. E allora si festeggia! Forse questa mia interpretazione non è molto tecnica - conclude Bergoglio - ma è il modo in cui un vescovo vede il rugby: vi auguro di mettere in pratica tutto questo anche fuori dal campo, nella nostra vita".




