(Adnkronos) - "Ora mi chiedo come si possano realizzare tali interventi senza le risorse economiche sufficienti anche a garanzia della stessa quotidiana attività dei consorzi. E' sufficiente pensare all'aumento dei costi energetici per il funzionamento degli impianti idrovori, specie nelle aree a maggior rischio idraulico - avverte - i Consorzi sono grandi consumatori di energia elettrica, ma non godono delle agevolazioni della grande industria. Noi, l'energia elettrica la usiamo per la messa in sicurezza del territorio: dalle abitazioni civili alle attività produttive. Nella discussione collegata al Dpef della Regione Veneto, ho chiesto che sul delicato tema della sicurezza idraulica si inizino a prevedere investimenti pluriennali al fine di dettare un'agenda ed una gestione programmata degli interventi di messa in sicurezza del territorio." Alla mancanza di risorse si aggiunge l'eccessiva urbanizzazione: ogni anno 4.950 ettari di suolo agricolo sono cementificati; anche su questo la posizione dell'Unione Veneta Bonifiche è chiara: stop all'urbanizzazione selvaggia che, con i cambiamenti climatici, rappresenta un mix destabilizzante per il territorio. Conclude Romano: "Noi conosciamo l'alto rischio idraulico al quale il nostro territorio è sottoposto e mi chiedo: ma, cosa è necessario che accada ancora, perché si decida di investire preventivamente sulla sicurezza invece di pagare cinque volte tanto in danni non solo materiali, ma purtroppo anche con perdite di vite umane?"




