(Adnkronos) - "Sempre a livello nazionale - ha concluso l'assessore Allocca - è stata da poco approvata la legge che però mette l'accento soprattutto sulla repressione, mentre invece è fondamentale lavorare sulla prevenzione, da quella primaria fino agli interventi salva vita. E la Toscana ci sta provando". L'assessore ha poi ricordato brevemente l'appuntamento di martedì prossimo, 26 novembre, a Pisa con un convegno dedicato al tema. I dati del rapporto in sintesi - Dal 1 luglio 2009 al 30 giugno 2013 si sono rivolte ai 20 Centri antiviolenza toscani 8.218 donne, un dato che è via via cresciuto: 1.725 (2009-2010), 1.860 (2010-2011), 1.983 (2011-2012), 2.424 (2012-2013). Dalla prima rilevazione (2009-2010) il numero di accessi è aumentato di circa il 42%. Tuttavia la variazione percentuale più importante (+23%) c'è stata nell'ultimo periodo (rispetto al precedente). E, come anticipato, il contributo maggiore è arrivato dalle donne italiane (la percentuale di quelle straniere, nei quattro anni, è pressochè rimasta invariata). Le caratteristiche dell'utente medio sono piuttosto diverse tra italiane e straniere. Riguardo alle prime, hanno tra 30 e 49 anni, un titolo di studio medio-alto, un'occupazione stabile e più di 4 su 10 sono sposate; in aumento impiegate e libere professioniste. Le seconde invece hanno, per la maggior parte, sotto i 40 anni, non hanno un'occupazione stabile, quasi 6 su 10 sono sposate e il 43% convive ma non ha un reddito fisso. L'aggressore in 6 casi su 10 è il partner, in 2 su 10 è l'ex partner. (segue)




