(Adnkronos) - Percorrendo il lungomare, arrivando all' archivolto, c'è il postino vicino alla cassetta postale, e da qui si entrerà nel cuore di "Camoggi 'n presepe". Da piazza Colombo alla salita Priaro, antico borgo medievale, le donne liguri si ritrovano per chiacchierare. E da qui si può vedere una grande aggregazione della comunità del passato: forni, fornai e fornaie, il tipico cestino calato dalla finestra, il pittore e i suoi colori, la "Coletta" la lattaia che vendeva anche il carbone, l'oste Checchito, la pescivendola. Lungo via Tommaso Racca c'è il municipio con sindaco e carabinieri, l'ospedale con il medico e l'antica barella, e poi Martinetti vini e liquori, Ferrandin l'elettricista, la gattaia con i famosi gatti di Camogli, un simbolo della città, la fruttivendola, mentre alla Taverna del Pescatore l'oste serve ai tavoli boccali di vino e c'è anche chi beve alla fontanella. E poi il forno di Marinin e Boldrini il panettiere, la Barudinna nel suo magazzino del pesce, e vicino la Trattoria delle "giarrette", le sue padrone, basse e grasse, come le giare, i panciuti vasi tanto usati in Liguria ... e il magazzino delle reti. All'imbocco del Carrugio Largo, proprio di fronte alla Madonna dei Gotti, la "poela e i pesci fritti" . Si scende così il vicoletto e c'è "Prospero" il pescatore, a indicare la via per arrivare in Calata Porto, dove sotto l'antica macina c'è da ammirare la Natività. (segue)



