Venezia, 23 dic. (Adnkronos) - "Eravamo pienamente consapevoli che il nuovo orario cadenzato avrebbe creato lo scompiglio, perché pressoché tutti gli utenti che usano quotidianamente il treno hanno dovuto cambiare qualcosa nelle loro abitudini. Ci aspettavamo proteste, ne attendiamo, ma soprattutto attendiamo suggerimenti e proposte per aggiustare ancora il tiro e ottimizzare il sistema". L'assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso ribadisce "dalla prima linea del fuoco" la scelta di migliorare dando un servizio del tutto innovativo ai pendolari del Veneto, rispetto al quale dobbiamo scindere le criticità che possono esserci e che stiamo già eliminando - afferma - dalle inefficienze che dipendono da come Trenitalia lo sta realizzando e dalle carenze di un sistema strutturale che, ai primi freddi, ferma convogli che viaggiano senza problemi in Russia e in Finlandia". "Questo - dice ancora l'assessore - è il sistema con cui ci troviamo attualmente ad operare. Sono convinto più che mai, e Trenitalia lo sa bene, che un fallimento del cadenzato non possa finire che con la rescissione del contratto di servizio". "Un ritardo è gravissimo, un treno soppresso è difficilmente giustificabile. E questi fatti producono, a ricaduta, disfunzioni sui servizi che seguono. Per questo non devono esserci. Rispetto al cadenzamento, tuttavia - aggiunge - dobbiamo anzitutto aggiustare il tiro su criticità "interne", che si evidenziano di fronte al comportamento reale dei pendolari. Il nostro obiettivo è quello di dare un servizio migliore, non certo di fare un dispetto a chi viaggia in treno, anche perchè vogliamo attrarre nuovi utenti. Il tutto con le risorse che riusciamo a mettere in campo. Oggi, ad una settimana dall'avvio del nuovo orario, purtroppo inficiato oltre ogni pessimistica previsione dai guasti e dai ritardi della prima giornata lavorativa ordinaria di lunedì 16 dicembre, possiamo già trarre un primo bilancio, fatto su dati oggettivi e scevro da polemiche e prevenzioni".(segue)



