Roma, 24 dic. (Adnkronos) - Le operazioni di trasferimento dei migranti dal centro di Lampedusa ad altre strutture sul territorio "sono la conferma dell'impegno del governo e della capacità operativa nell'affrontare questa situazione. I recenti episodi che hanno provocato l'indignazione di tutti non devono mai mettere in ombra la straordinaria capacità del nostro sistema di garantire protezione e rispetto della dignità della persona umana". Lo sottolinea all'Adnkronos il viceministro all'Interno con delega alla pubblica sicurezza, Filippo Bubbico, precisando che "proprio le ultime vicende hanno però evidenziato l'esigenza di procedere a correzioni di sistema". A cominciare, spiega, "dalle procedure di identificazione già in carcere, e non più successivamente nei Cie, per chi ha subito una condanna", misura che consentirebbe di ridurre i tempi di permanenza dei centri. A questo proposito, "in sede di conversione del decreto 'svuotacarceri' si potrebbe inserire la previsione di tempi di permanenza minori nelle strutture rispetto a quanto accade oggi. E' tempo di concretizzare una riflessione che è maturata su questo argomento". Non è ancora stato stabilito se i tempi di permanenza massima saranno di due mesi, tre mesi o altro, "in ogni caso saranno ridotti rispetto ai 18 mesi previsti dalla normativa in vigore". In prospettiva anche "un nuovo sistema di affidamento del servizio agli operatori", con procedure e requisiti più stringenti. Quanto al contributo di Croce Rossa ed Esercito, più volte evocato in questi giorni, "si tratta di istituzioni fondamentali che intervengono nel caso di emergenze, quando le attività ordinarie non sono sufficienti a dare risposte adeguate". L'obiettivo, rileva Bubbico, "è anche quello di promuovere un modello rinnovato che consenta di dare la possibilità a chi fugge da guerre e persecuzioni di intraprendere un nuovo percorso di vita senza dover subire la promiscuità e la convivenza forzata nei centri con persone che delinquono o hanno alle spalle una storia criminale".

