(Adnkronos) - "Ragionare di povertà oggi non vuole dire più ragionare di fasce di marginalità della popolazione, ma significa parlare di tante persone e tante situazione che impropriamente vengono definite come situazioni di normalità: non solo povertà materiale ma anche povertà legata ad altri aspetti, sia in ambito educativo che sociale". Spiega il direttore di Caritas Firenze Alessandro Martini. "E' importante ribadire la necessaria collaborazione fra le divere associazioni e organizzazioni del volontariato che, come settore, è chiamato sempre di più a farsi carico delle difficoltà e dell'affanno che dimostra il sistema." "I dati elaborati dal nostro Istituto non lasciano dubbi, si può dire che nel triennio 2010-2012 l'indicatore di povertà è peggiorato sia in Italia - da 24,5% al 29,9% - che nell'Unione europea dal 23,6% al 24,7% - dichiara Alessandra Maggi, presidente dell'istituto degli Innocenti - Se l'Unione ha individuato il problema, le misure adottate nell'ambito della strategia Europa 2020 sembrano essere troppo deboli portando la situazione ad un continuo aggravarsi. In particolare, tra i più colpiti le coppie con tre o più figli, soprattutto se i figli sono minorenni, e i genitori single."




