Taranto, 14 gen. - (Adnkronos) - Avrebbero appiccato l'incendio ai capannoni dell'oleificio industriale per indurre il proprietario ad abbandonare la gestione di un'azienda agricola estesa circa 600 ettari a cavallo fra le province di Lecce e Brindisi e piu' precisamente in agro dei comuni di Veglie, San Pancrazio e Salice Salentino, i cui prodotti di coltivazione convergono proprio nell'oleificio dato alle fiamme. Accadde ad Avetrana, in provincia di Taranto, il 15 gennaio del 2012. Le fiamme distrussero completamente la struttura, adibita a frantoio, e le relative attrezzature, arrecando ingenti danni a due serre e ad un capannone destinato alla produzione di 'nocciolino'. I carabinieri di Avetrana e della Compagnia di Manduria, oltre ai Vigili del Fuoco riuscirono a domare l'incendio solo dopo alcune ore. I danni furono stimati in oltre un milione di euro. Il complesso e' di proprieta' di un imprenditore di origine calabrese, rappresentante legale di una srl e di un consorzio. I primi rilievi tecnici e fotografici dei carabinieri stabilirono che l'incendio era stato appiccato in ben tre punti diversi, cosi' da dimostrarne l'origine dolosa. La visione delle immagini del sistema di video-sorveglianza dell'oleificio suffrago' ulteriormente questa ipotesi poiche' si poteva notare la presenza di alcune persone che, dopo essersi introdotte, appiccavano le fiamme. (segue)




