Roma, 15 gen. (Adnkronos) - "La dobbiamo smettere di parlare di raptus. Quando un uomo uccide la compagna o sua figlia non si puo' parlare di raptus ma di omicidio. Si deve fare attenzione altrimenti passano messaggi sbagliati". Maria Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, e' lapidaria:"Quando si verificano questi eventi dobbiamo parlare di femminicidio, e basta", rimarca la presidente commentando il caso di Torino dove un uomo questa notte ha ucciso la moglie e la figlia. "L'anno scorso - spiega all'Adnkronos Moscatelli - ci sono stati 120 casi di donne uccise dai propri compagni. Quest'anno, a soli pochi giorni dall'inizio sono gia' tre i casi di femminicidio. Bisogna spingere le donne a chiedere aiuto. Anche nel caso di Torino, probabilmente, c'erano stati dei segnali da parte della persona che ha ucciso le due donne. Forse se fossero stati segnalati sin dall'inizio si sarebbe potuto evitare la loro morte. Quindi, innanzitutto un invito alle donne a non vergognarsi di chiedere aiuto. Ormai in Italia c'e' una rete di centri e di case di accoglienza che possono dare sostegno gratis alle donne". Inoltre, "si puo' chiamare il numero 1522 che indica il centro giusto o, in caso di necessita', fa da collegamento con polizia e carabinieri. Queste sono tutte informazioni che vanno date alle donne perche' in caso di bisogno non si sentano sole. La violenza - aggiunge - e' tanto piu' forte tanto piu' sono sole le persone che la devono fronteggiare". Bisogna, prosegue la presidente di Telefono Rosa, "realizzare una serie di corsi di formazione alle forze di polizia. Formare il personale coinvolto in tutte queste situazioni di violenza e stalking. Ma la sensibilizzazione non deve riguardare solo donne ma anche gli uomini. Solo cosi' - conclude - riusciremo a combattere meglio il fenomeno".




