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Mafia: in tempi di crisi pizzo poco remunerativo, clan tornano ad affare droga

domenica 22 settembre 2013
Mafia: in tempi di crisi pizzo poco remunerativo, clan tornano ad affare droga

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Palermo, 17 set. - (Adnkronos) - Le estorsioni non pagano in tempi di crisi, cosi' Cosa nostra preferisce tornare alla gestione diretta della droga per finanziarsi. Un affare da seguire lungo tutta la filiera produttiva dalla coltivazione allo spaccio. E' quanto emerge dall'operazione 'Nuovo Mandamento 2', che all'alba di oggi ha portato in carcere otto persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione, raffinazione e commercializzazione di sostanza stupefacente, concorso nella coltivazione illecita di droga al fine di spaccio, reati aggravati dal favoreggiamento di Cosa Nostra. "Le estorsioni si rivelano meno remunerative - ha spiegato il procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato durante la conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell'operazione - sia perche' i mezzi a nostra disposizione per arginare il fenomeno del pizzo si sono affinati, sia perche' in tempi di crisi economica diminuiscono gli appalti e i commercianti sono meno propensi a pagare. Cosi' il numero delle richieste estorsive cala e i boss tornano all'affare della droga". Un affare curato nei minimi dettagli, in cui i boss non disdegnano di occuparsi di mansioni 'inferiori' come la predisposizione di sistemi di irrigazione o la ricerca di luoghi adatti per essiccazione, stoccaggio e la successiva vendita della marijuana. "Penso - ha aggiunto Principato - che riprenderanno i rapporti con l'America e il Sud America, visto l'intensificarsi dell'attivita' di commercializzazione della droga".