(Adnkronos) - Il procuratore aggiunto Pennasilico ha poi ricostruito per tappe la storia criminale dei clan di Qualiano gestita da un punto di vista camorristico da Nicola Pianese capo dell'omonimo clan che ha fatto delle estorsioni e dell'usura le attivita' piu' redditize della cosca situata a nord di Napoli, in considerazione della presenza di numerosi insediamenti produttivi e di ricchi esercizi commerciali. I rapporti di 'buon vicinato' con gli altri Comuni del giuglianese avevano sempre garantito al clan Pianese "di mantenere -spiegano in procura- una incontrastata egemonia sul territorio di Qualiano nella cui gestione delinquenziale non si registravano tentativi di intromissione da parte di altre consorterie criminali". Con l'arresto avvenuto nel 2002 di Nicola Pianese e di alcuni tra i suoi principali gregari, tra cui Pasquale Russo sfuggito al blitz ma tratto in arresto alcuni anni dopo, la gestione della cosca sarebbe poi passata nelle mani di Raffaela D'Alterio, moglie dello stesso Pianese la quale poteva contare sulla collaborazione del fratello Bruno D'Alterio. In questa fase il clan avrebbe accentuato il suo interesse per settori di rilevante impatto economico come l'usura, i cui proventi consentivano al gruppo di incrementare notevolmente gli introiti. Contemporaneamente pero' l'imposizione di tassi di interesse sempre piu' alti a carico di commercianti e imprenditori avrebbe provocato malumore nella gente di Qualiano "nella quale serpeggiava malcontento ed una sorta di nostalgia -spiegano gli inquirenti- per l'epoca in cui il clan era gestito da Nicola Pianese, camorrista di vecchio stampo e pertanto piu' attento ad acquisire il consenso sociale ed evitare una divaricazione eccessiva tra clan e territorio". (segue)




