Citta' del Vaticano, 21 gen. (Adnkronos) - Il Papa non solo "ci ha incoraggiato a proseguire nella battaglia contro la 'ndrangheta e i fenomeni mafiosi, ma ha detto: 'Come il maligno non dorme, noi siamo chiamati a non dormire con la nostra fede', perche' attraverso la nostra fede possiamo realmente trovare i motivi affinche' ci sia una rinascita della nostra Chiesa calabrese e del nostro popolo". E' quanto ha spiegato ai microfoni della Radio Vaticana, monsignor Luigi Antonio Canta'fora, vescovo di Lamezia Terme, riferendo dell'incontro del Papa con il primo gruppo di vescovi calabresi in visita ad limina ricevuti questa mattina da Benedetto XVI. "E' stato un incontro molto bello - ha detto ancora il vescovo - perche' abbiamo visto un Papa che sta dentro i problemi della nostra terra di Calabria. Il Santo Padre ha ricordato il suo passaggio nella diocesi di Lamezia, ha ricordato il senso di accoglienza e di ospitalita' di questa gente; ma ha ricordato anche le ferite, mettendo tuttavia in evidenza le grandi possibilita' che ha la Calabria, attraverso i sentimenti profondi di fede popolare della sua gente, di poter trovare i motivi per una riscossa non solo spirituale, ma anche sociale ed economica". Quindi i vescovi hanno raccontato al Pontefice le speranze e le sfide che attendono la Calabria: "Certamente - ha detto monsignor Cantafora - gli abbiamo parlato delle importanti risorse che la Calabria offre, sia per quanto riguarda la religione popolare, sia per il senso d'accoglienza". "Ma abbiamo posto anche - ha aggiunto - il problema della mafia, che non e' l'unico problema della nostra terra purtroppo, e abbiamo avuto dal Papa un grande incoraggiamento, a partire dal Vangelo, perche' la fede possa essere lievito e fermento di una nuova generazione di cristiani capaci di dare una spinta a questa societa"'.




