(Adnkronos) - Mussari, Vigni e Baldassarri, secondo la Procura, sarebbero colpevoli di aver nascosto nella cassaforte personale dell'ex direttore generale della Banca a Rocca Salimbeni il 'mandate agreement', ovvero il contratto, che fissava i termini della ristrutturazione del derivato Alexandria con Nomura. Un contratto che avrebbe contribuito a creare un 'buco' di diversi milioni di euro nei conti della banca senese, indebitatasi per l'acquisizione di Banca Antonveneta. Il contratto venne trovato solo nell'ottobre 2012 dall'attuale amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, nella cassaforte che era nell'ufficio di Vigni e subito fu consegnato ai magistrati senesi. Sul banco dei testimoni l'accusa potrebbe chiamare una quindicina di persone. Intanto, le indagini su altri filoni dello scandalo Mps vanno avanti. I pm Natalini, Nastasi e Grosso si preparano a chiedere il rinvio a giudizio del filone principale sull'acqusizione di Antonveneta. La richiesta potrebbe avvenire entro il 3 ottobre. E le inchieste proseguono anche su altri fronti. Oltre al recente fascicolo sui presunti rapporti tra gli ex vertici dell'istituto di credito e la politica, si continua ad indagare sulle presunte irregolarita' nel reperimento delle risorse finanziarie con operazioni come quelle legate ai derivati 'Alexandria' e 'Santorini'.




