Roma, 15 mag. (Adnkronos) - "Siamo alle solite e adesso decisamente non se ne puo' piu"'. E' quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'osservatorio sui diritti dei minori, in relazione all'ennesimo episodio di violenze inferte sui bambini a scuola, questa volta verificatosi all'asilo San Romano, struttura pubblica per l'infanzia del quartiere Portonaccio a Roma. Per Marziale, "il reiterarsi di crimini contro i bambini nelle scuole comincia a produrre una statistica tale da autorizzarci a parlare di vera e propria emergenza, che non puo' piu' essere affrontata se non preventivamente. Intervenire dopo, quando cioe' il danno e' stato prodotto, significa condannare i piccolini ad un difficile e lungo processo di recupero dei danni psicologici subiti, semmai riusciranno a dimenticare del tutto". "Da anni l'osservatorio sui diritti dei minori - chiosa il sociologo - propone una verifica psico-attitudinale annuale cui sottoporre gli insegnanti di ogni ordine e grado, non gia' per criminalizzare il corpo docente, che per la stragrande maggioranza e' composto da professionisti seri e scrupolosi, bensi' per sradicare le metastasi di un cancro troppo diffuso, che non sono poche. Eppure, la nostra proposta impatta sistematicamente con le logiche di soloni benpensanti che antepongono le ragioni di casta a quelle della tutela dei minori, oppure con ministri all'Istruzione decisamente inadeguati al ruolo". Il presidente dell'osservatorio si dice "sconcertato da cosi' ottuso attendismo, che diventa complice di quanti vanno a scuola non gia' per accudire i bambini ma, evidentemente, per scaricare su di essi le proprie rabbie e frustrazioni. Si tratta di gente che deve essere punita esemplarmente, allontanata definitivamente dalla scuola e da additare al pubblico ludibrio, affinche' la societa' non rimanga assuefatta ad un livello di indifferenza che travalica i confini della decenza. Sottoporre i bambini a violenze fisiche e psicologiche significa compiere un crimine contro l'umanita' debole e indifesa e chi lo perpetra o lo copre non puo' che essere riconosciuto, senza attenuanti di sorta, criminale".




