(Adnkronos) - Quando e' stato esaminato in aula, rispondendo alle domande dei pm e delle parti civili Vantaggiato ha spiegato che quello del 19 maggio dell'anno scorso doveva essere "un atto dimostrativo" verso il Tribunale che tuttavia si trova all'isolato successivo rispetto alla scuola 'Morvillo-Falcone'. Il gesto gli sarebbe sfuggito di mano. Non si sarebbe accorto della presenza delle ragazze che sopraggiungevano. "Quando ho spinto il telecomando non vedevo nulla, ero dietro il chiosco. Non avevo l'intenzione di uccidere, e' stata una cosa accaduta senza la mia volonta"', ha detto durante le oltre 5 ore di interrogatorio. "Non ce l' avevo ne' con la scuola, ne' con le ragazze. Se avessi voluto fare del male, avrei potuto fare piu' morti. Non mi sono accorto che arrivavano le altre ragazze". Inoltre ha ribadito di avere agito da solo, nonostante l'uso del plurale in alcuni interrogatori, precisando che la moglie, Giuseppina Marchello, era all'oscuro di tutto e negando di avere programmato un attentato a un pm o al giudice che aveva emesso la sentenza sulla truffa attribuita a Parato, nonostante un sopralluogo effettuato al Tribunale per memorizzare le targhe delle auto. (segue)




