(Adnkronos) - Le indagini, come ricostruisce la sentenza 20245, fecero ritenere che i clandestini, di origine rumena, erano stati chiusi nel container a Livorno, la sera prima del loro ritrovamento da Daniel B.. Dunque, secondo la Suprema Corte, che ha fatto sue le motivazioni della Corte d'appello di Firenze, nell'aprile 2009, "asfissia o inalazione venefica o a freddo non sarebbero state mortali se le persone avessero avuto la posibilita' di tornare all'aria, o di andare piu' al caldo o, comunque, di chiedere soccorso". Ecco perche' "e' conforme alla piu' elementare logica la prevedibilita' dell'evento dannoso che ne segui', sicche' la colpa dell'imputato, che peraltro si esplico' anche nella fase induttiva a quel tipo di emigrazione clandestina oltre che in quella esecutiva, fu davvero enorme tanto da rasentare la colpa cosciente che, comunque, e' stata esclusa e si pose come causa diretta delle morti". Da qui l'inammissibilita' del ricorso presentato dalla difesa di Daniel D. che inizialmente venne processato per omicidio volontario.



