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Piazza Loggia: il 28 maggio 1974 la bomba, strage ancora impunita/Il Punto (3)

domenica 27 maggio 2012
Piazza Loggia: il 28 maggio 1974 la bomba, strage ancora impunita/Il Punto (3)

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(Adnkronos) - Le indagini sulla strage di Brescia riprendono con le dichiarazioni di alcuni pentiti e puntano il dito su altri rappresentanti della destra eversiva. Gli imputati vengono assolti in primo grado nel 1987 per insufficienza di prove, e prosciolti in appello nel 1989 con formula piena. La Corte di Cassazione conferma il giudizio. Tra supertestimoni, infiltrati, agenti segreti, millantatori, le indagini non si fermano. Nell'aprile 2007, i pm bresciani che si occupano di istruire un nuovo processo rinviano a giudizio Delfo Zorzi (vive in Giappone con il nome di Hagen Roy), Gian Maria Maggi e Maurizio Tramonte, nomi di spicco dell'eversione nera, dei 'servizi' e del controspionaggio; Pino Rauti, fondatore di Ordine Nuovo; Francesco Delfino, l'ex generale dei carabinieri e Giovanni Maifredi. Il 31 gennaio 2008, con l'udienza preliminare, prende il via il terzo processo per la strage di Brescia, dopo 34 anni dall'attentato. Il gip di Brescia, Lorenzo Benini, accoglie la richiesta del procuratore aggiunto, Roberto Di Martino e del sostituto Francesco Piantoni, e rinvia a giudizio gli indagati. Per l'accusa non ci sono dubbi. In un'inchiesta che conta un fascicolo di 750mila pagine, l'esplosivo che fece saltare il cestino di Piazza Loggia, spargendo schegge mortali nel raggio di una ventina di metri, doveva servire all'organizzazione eversiva di destra a favorire la strategia della tensione in Italia per una svolta militarizzata del Paese. (segue)