Trieste, 23 apr. - (Adnkronos) - Un pensionato di 71 anni, Giovanni De Lazzari, ha invitato a pranzo a Trieste 100 cassaintegrati. L'invito e' stato inoltrato attraverso un articolo pubblicato sul quotidiano locale 'Il Piccolo' e per ora, riferiscono al telefono dalla pizzeria dove si dovrebbe svolgere il pranzo il prossimo primo maggio, non c'e' stata ancora nessuna adesione. De Lazzari cosi' si racconta al telefono all'ADNKRONOS: "Non sono ricco, ho una pensione di 680 euro al mese. Grazie a Dio sto abbastanza bene e ho voluto fare questo gesto nei confronti di chi e' in difficolta', persone che soffrono, che hanno famiglia. Non ho altri scopi - sottolinea il pensionato - ne' di mettermi in politica ne' altro". "E' cosi' che dovrebbero fare i politici - si lascia sfuggire - ma pagando il conto di tasca loro, con il denaro personale". Come possa con una pensione cosi' esigua e senza altri redditi essere cosi' generoso, De Lazzari lo spiega cosi': "Sono il segretario del decano della cattedrale di San Giusto, monsignor Mario Cosulich, che ha 92 anni. Praticamente viviamo insieme da 35 anni. Io gli faccio da autista, gli preparo da mangiare e vivo nella sua casa, senza pagare spese di affitto ne' le altre bollette". E' per questi motivi che il generoso pensionato e' in grado di fare questo bel gesto. "Non ho mai fatto niente per nessuno - si commuove De Lazzari - non ho una mia famiglia e mio fratello, frate ad Assisi, mi ha detto 'Bravo, fallo, che Dio ti rendera' merito'. Io sono originario di Treviso dove ho delle sorelle e dei nipoti e forse quando saro' piu' vecchio tornero' a vivere la'", racconta ancora il pensionato, che proprio venerdi' scorso si e' fratturato il polso sinistro, che e' in gesso per 40 giorni. De Lazzari riferisce di essere arrivato a Trieste durante il servizio militare, di essersi trovato bene e per questo di essersi fermato. La pensione e' il frutto delle 3 attivita' lavorative svolte: la gestione di un negozio di parrucchiere per signore che dovette lasciare perche' i prodotti chimici gli causavano delle cefalee e due impieghi, uno presso le edizioni Lint e l'altro alla Caritas. A chi aderira' all'invito, dalle ore 12 alle 15 sara' servita una pizza e una birra nel ristorante-pizzeria La Cantinaccia di via Settefontane n. 65.




