(Adnkronos) - Il carattere trasversale del progetto offre l'opportunita' di un'approfondita analisi critica in un contesto che coinvolge Italia e Francia e in questa direzione non mancano prospettive d'indagine, talvolta inedite, di sicuro interesse. Negli anni del Bauhaus, Kandinsky si concentra sulla linea piuttosto che sul colore e descrive i suoni che scaturiscono dagli angoli retti, acuti e ottusi. L'artista non dipinge oggetti che derivano il loro significato dal mondo esterno, ma utilizza le forme astratte nel loro valore esclusivamente pittorico e immanente. I triangoli sono collocati gli uni sugli altri o l'uno accanto all'altro ma, pur costringendosi all'interno di un vocabolario limitato, l'artista investe la pittura di variazioni straordinarie, non realizzando mai moduli ripetitivi o prevedibili. In mostra, lo dimostrano opere come 'Rot in Spitzform', del 1925 proveniente dal MART di Rovereto, o 'Quatre', del 1934. Dopo la chiusura del Bauhaus, alla fine del 1933 Kandinsky, con la moglie Nina, si trasferisce a Parigi e su consiglio di Marcel Duchamp prende un appartamento a Neuilly-sur-Seine. Nella capitale francese rimarra' per undici anni e sebbene appaia piuttosto isolato in una citta' dove dominavano i surrealisti, la sua ricerca trova nuovi stimoli giungendo a risultati del tutto innovativi spesso non sufficientemente valorizzati. Mettere in rilievo l'indagine del periodo parigino e' uno degli obiettivi principali della rassegna che presenta una serie di capolavori quali Noir bigarre' del 1935, Voisinage del 1938, Au milieu e Balancement del 1942. (segue)



