(Adnkronos) - Bube, in realta' Renato Ciandri, nasce a Volterra il 3 marzo 1924 in una modesta famiglia della campagna toscana ed eredita il soprannome del nonno Bebo. Dopo l'8 settembre 1943, Renato si unisce al gruppo di partigiani di Pontassieve dove stava svolgendo il servizio militare. A Torre Decima, dove abita Nada, Renato conosce la famiglia dell ragazzina sedicenne tramite l'amico Pietro Verniani e poco dopo scoppia l'amore. Nel febbraio 1944, dopo essere riuscito a scappare all'arresto dei tedeschi, Renato opera stabilmente sul monte Giovi con la formazione partigiana "Stella Rossa" e viene chiamato Baffo, suo nome di battaglia. Il 21 agosto '44 viene liberata Pontassieve dalle truppe angloamericane ma Bube ed altri partigiani non consegnano le armi e confluiscono nel gruppo volontario 22° Fanteria "Cremona". La disciplina e le regole militari pero' vanno strette al Ciandri, come viene raccontat nel libro di Biagioni; il suo temperamento e l'insofferenza per gli atti che non condivide gli fanno collezionare ben 14 capi d'imputazione per insubordinazione; viene condannato poi amnistiato. Dopo la guerra la storia tra Renato a Nada prosegue. Vivono per un periodo e Volterra e Renato trova lavoro come guardia municipale. Tutto cambia quando tornano a Pontassieve per la festa della Madonna del Sasso nel maggio 1945. Nada e Renato, insieme ad altri giovani si recano al santuario. Succede quello che non sarebbe mai dovuto accadere. Un gruppo di giovani, tra cui alcuni partigiani, vuole entrare in chiesa, il parroco si oppone forse a causa dell'abbigliamento poco consono, altri pensano che a dare fastidio siano i fazzoletti rossi portati con spavalderia, i giovani ribattono, il prete si irrigidisce, i toni si alzano, interviene il maresciallo dei carabinieri, accompagnato dal figlio. Il ragazzo, diciassettenne, forse ha paura e spara un colpo che uccide un partigiano, Antonio Panchetti di Polcanto, una frazione di Borgo San Lorenzo. I presenti reagiscono e i due vengono uccisi. (segue)



