Roma, 10 apr. (Adnkronos) - La Prima Repubblica, da Craxi ad Andreotti, da Occhetto a Donat Cattin, Forlani, Fanfani e tanti altri, raccontata attraverso sculture inedite, esilaranti e grottesche, dove non mancano falli e resti di funzioni fisiologiche, costringendo gli organizzatori a riservare una sezione della mostra a un pubblico adulto. S'intitola 'Sculture da ridere. Da Adriano Cecioni a Quinto Ghermandi. Tra Ottocento e Novecento, un secolo di caricatura e satira nella scultura italiana', e rimarra' fino al 19 maggio 2013 nello spazio mostre temporanee 'Ernesto Galeffi' del Museo Civico 'Il Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento' a Montevarchi (Ar). Curata dal direttore scientifico del Cassero Alfonso Panzetta, la mostra getta una nuova luce su un genere nell'arte plastica italiana fino adesso quasi sconosciuto. Il percorso espositivo raccoglie ben 170 opere che vanno della fine dell'Ottocento agli anni Novanta del Novecento tra terrecotte, bronzi, gessi, disegni e dipinti di una quindicina di artisti. Di alcuni di questi la produzione 'caricaturale' era del tutto ignorata e sono stati trovati consistenti nuclei totalmente inediti. La sezione riservata a un pubblico adulto e' quella dedicata alla Prima Repubblica. Ghermandi mette a nudo, deridendola ferocemente, tutta una classe politica che ha fatto parte della nostra storia recente e a lui contemporanea. Caricature deformi di politici ladri, sbavati di rossetto, colti su un divano di postribolo, 'fantasmi' nudi e paludati difesi unicamente dai loro organi genitali in contemplazione dei loro escrementi. Oppure nelle vesti di lucumoni etruschi inebetiti in cerca di una loro identita' nel regno di morti o dei vivi. Modellate in creta negli anni Settanta e Ottanta, ben prima di Tangentopoli, le opere di Ghermandi sono state realizzate utilizzando la tecnica, vista, scoperta e subito rubata, ai bambini che giocavano con il pongo. (segue)



