Roma, 16 ott. - (Adnkronos) - "Chiediamo il rientro immediato e in sicurezza dei Bronzi di Riace al Museo Nazionale della Magna Grecia entro dicembre 2013 - gennaio 2014, come da cronoprogramma del ministero per i Beni Culturali e come garantito dallo stesso ministero al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano". E' quanto si legge nel documento deliberato oggi dal coordinamento del Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace e del Museo Nazionale della Magna Grecia che oggi si è riunito "per fare il punto sulla grave situazione in cui versa il Museo di Reggio Calabria e sulle ulteriori ricadute negative che l'ipotesi di realizzazione del progetto di sventramento e di devastazione di piazza De Nava avrebbe sia sulla riapertura di palazzo Piacentini che sul ritorno dei Bronzi presso la loro sede naturale". "Riteniamo, inoltre - scrivono i membri del Comitato - che il rientro immediato e in sicurezza dei Bronzi di Riace presso la propria sede naturale mal si concili con il progetto di sventramento e di devastazione di piazza De Nava dal momento che gli eventuali lavori se iniziassero prima del rientro, ne impedirebbero le delicate operazioni. Se, invece, fossero programmati per il periodo successivo al loro riposizionamento metterebbero a rischio la stessa incolumità dei due capolavori". "La stragrande maggioranza delle associazioni reggine, il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale alla cultura, l'Amministrazione provinciale di Reggio Calabria, tantissimi amministratori ed ex amministratori della città, cittadini comuni - evidenziano - sono nettamente contrari al progetto su piazza De Nava. Ma anche l'ASP, i Vigili del Fuoco e il Comune di Reggio Calabria pur dando un parere favorevole, hanno espresso forti limitazioni e prescrizioni. Ricordando, infine, che il restauro del Museo, oltre alla lievitazione dei tempi ha fatto registrare quella dei costi e che una situazione analoga è facilmente prevedibile per il progetto di devastazione piazza De Nava, riteniamo che le risorse previste dai fondi Poin vadano rinegoziate con la città ed utilizzate per un progetto utile, non dannoso e non pregiudizievole per il nostro futuro".




