(Adnkronos) - Nel Cile diviso si muovono eroi e aguzzini, politici cinici e madri alla ricerca dei figli desaparecidos, spie affascinanti e criminali, preti coraggiosi (Barbarani testimonia il ruolo fondamentale della Chiesa cilena nella difesa degli oppositori) e cittadini indifferenti. In mezzo a loro, il giovane diplomatico italiano che mette, letteralmente, se stesso tra i rifugiati e la polizia segreta: si chiude per due anni in ambasciata tessendo una silenziosa ma efficace rete di assistenza e protezione che riuscira' a salvare centinaia di vite. Per farlo deve imparare a muoversi in quella zona franca dove operano spie e doppiogiochisti, dove le vite umane hanno un prezzo che va pagato. Quale che sia. Nel 2008, nel Cile tornato alla democrazia, alcuni agenti della Dina, a cominciare dal suo capo, vennero condannati dal Giudice per la morte della giovane mirista. Ma la storia e' veramente chiarita? Le confidenze di una agente della intelligence della Forza Aerea cilena insinuano alla fine del libro piu' di un dubbio.



