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Chuck e la storia della renna col naso rosso

Nel settembre 1958 Charles Edward Berry, più noto come Chuck, compose una canzone natalizia a ritmo di rock and roll che ancora oggi è famosa nella categoria per non aver mai abbandonato la classifica dei 30 brani più ascoltati al mondo
di Sergio De Benedettimartedì 6 gennaio 2026
Chuck e la storia della renna col naso rosso

2' di lettura

Nel settembre 1958 Charles Edward Berry, più noto come Chuck, compose una canzone natalizia a ritmo di rock and roll che ancora oggi è famosa nella categoria per non aver mai abbandonato la classifica dei 30 brani più ascoltati al mondo. Accompagnato da sempre con la sua chitarra “Gibson es 30” e famoso per aver inventato “il passo dell’anatra” (duck walk) durante le esibizioni canore grazie alla proverbiale duttilità dei neri, alla costante magrezza e all’altezza di quasi due metri, Chuck Berry era nato il 18 ottobre 1926 a Saint Louis (Missouri), quarto di sei figli di un imprenditore e diacono di una chiesa battista.

Esponente tra i più importanti nella musica blues, rock e rock and roll, Chuck aveva preso spunto da un racconto fantasioso dello scrittore e direttore d’orchestra Johnny Marks riguardo Babbo Natale che andandosene a spasso con le sue renne, era incappato in una tormenta improvvisa che gli impediva la vista. Vedendo da lon tano un punto rosso che invece poteva costituire un preciso riferimento, si avvicinò e scoprì che il punto rosso altri non era che il naso di una renna, renna che chiamò Rudolf e che pose in cima a tutte le altre come guida sicura. Cleptomane seriale, Chuck nel 1944 venne arrestato e spedito nel riformatorio di Jefferson City.

Uscito di prigione nel 1947, sposò Themetta “Toddy” Suggs l’anno seguente ed ebbe da lei quattro figli. Legato alla Chess Records nel 1955, tra concerti e dischi Berry quadagnò abbastanza danaro per pagare tutte le persone da lui raggirate in ogni senso. Nel 1963, uscito di prigione per l’ennesima volta, passò alla Mercury per poi tornare di nuovo alla Chess. Accusato di evasione fiscale nel 1979, tornò in carcere per tre mesi, poi trasformati in mille ore di servizio civile. E quando finalmente sembrava aver messo la testa a posto, eccolo in un intreccio boccaccesco nel 1990 che gli costò oltre un milione di dollari di risarcimenti, sei mesi di prigione, due annidi libertà vigilata e l’obbligo di firma per un anno. Premiato nel 2002 dalla Rivista Time quale miglior chitarrista di tutti i tempi, fece l’ultimo concerto nella sua Saint Louis il 15 ottobre 2014 e morì a oltre 90 anni il 18 marzo 2017. Genio e sregolatezza, canzoni quali Johnny B. Goode, Rock and Roll Music, Sweet Little Sixteen, Come On, My Ding-a-Ding in classifica numero uno per sedici mesi e molte altre, provengono dal suo repertorio smisurato. John Lennon ebbe a dire di lui nel 1979: «Quando sento un rock di Chuck Berry, io cado in ginocchio e il mondo potrebbe anche finire».