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La poesia italiana è in buona salute. Ha solo un problema d'immagine

Non mancano gli autori, crescono le pubblicazioni: i candidati al Premio Strega sono passati dai 135 del 2024 ai 170 del 2025. Ma il settore soffre di una perdita di autorevolezza: ecco perché
di Rossella Prettovenerdì 16 gennaio 2026
La poesia italiana è in buona salute. Ha solo un problema d'immagine

4' di lettura

È vero che la poesia è moribonda, che non si vende e non interessa più a nessuno? È fondata la percezione delle difficoltà che incontra nei cuori e sui comodini dei lettori? Se ci atteniamo ai dati di vendita, sì: le singole tirature sono inferiori a quelle che un tempo garantivano la sopravvivenza aere perennius di un autore. Ma va aggiunto che il mercato è oggi parcellizzato in una miriade di pubblicazioni, grazie al proliferare di case editrici dedite alla poesia. Le tirature sono minori, ma i libri incomparabilmente di più. A essere diminuito è piuttosto il potere simbolico della poesia, soprattutto in termini di autorevolezza. La critica fatica a ritagliarsi un ruolo di guida e non riesce più a dettare parametri condivisi per stabilire cosa meriti di durare. È, comprensibilmente, incapace di reggere la marea montante delle raccolte disponibili: basti pensare che al Premio Strega Poesia 2025 sono stati candidati 170 titoli, contro i 144 del 2024 e i 135 dell’anno precedente.

Diversi i tentativi di mappatura. Andrea Temporelli, poeta e critico, ha dato alle stampe La repubblica italiana dei poeti. Un catalogo di autori prima del grande oblio (Industria&Letteratura), frutto di una schedatura durata anni, nel tentativo di riconoscere i tratti distintivi di un’epoca. Tommaso Di Dio, in Poesie dell’Italia contemporanea 1971-2021 (Il Saggiatore), ha adottato un approccio iconoclasta: non parlano gli autori, ma i testi, disposti per temi e percorsi storici fluidi. Laura Pugno, con Mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea (Il Saggiatore), propone una costellazione di 99 poeti, un campo di forze dotato di parametri propri. Vari, dunque, i tentativi di canone – compreso quello sui poeti della generazione Sessanta avviato da Francesco Napoli – ma oggi una vera sistematizzazione appare impossibile, data la polverizzazione delle esperienze.

Per quantità di titoli la poesia gode di buona salute; ciò che colpisce è piuttosto il crollo del prestigio delle collane della grande editoria. Più vitale, nella percezione generale, è la poesia che circola nella piccola e media editoria. Servono anni per approdare alla Bianca Einaudi – lo sa bene l’ultima arrivata, Carmen Gallo. La collana, un tempo baluardo e consacrazione definitiva, sembra soffrire una direzione non sempre riconoscibile. Resistono, tra gli altri, Bertoni, Rosadini, Gualtieri e Silvia Bre.

Lo Specchio Mondadori alterna giovani – Marco Pelliccioli e il più maturo Alessandro Rivali – e classici, ma ha perso molti degli autori più rappresentativi: Magrelli e De Angelis, sempre più votati alla traduzione. Maurizio Cucchi è uscito con La scatola onirica. Anche Giuseppe Conte è rimasto nello Specchio, ma la sua penna guerrigliera trova rifugio in case editrici diverse: l’ultima fatica è un pamphlet per Alessandro Prevosto. Tra i maestri manca Roberto Mussapi, anch’egli ormai più presente come curatore e traduttore, come nel recente La clessidra di bambù di Li Po per Bibliotheka.

Timide o quasi nulle, in Mondadori, le proposte di poesia straniera. Garzanti, forte di un catalogo storico che va da Bertolucci a Rosselli, Luzi, Loi, Pasolini, Caproni, Betocchi, ha acquisito negli ultimi anni Gianmario Villalta, Antonio Riccardi, Stefano Dal Bianco – la generazione Sessanta – e Mario Santagostini con Il libro della lettera arrivata, e mai partita. Da segnalare con soddisfazione La materia del contendere di Giancarlo Pontiggia. Tra le major si distingue Bompiani, con un catalogo di poesia straniera prevalentemente non anglofona, eccezion fatta per William Carlos Williams e John Ashbery. Assenti gli italiani.

È risorta la Fenice di Guanda sotto la guida di Santagostini, che nel 2025 però pubblica la sua Antologia ragionata perla Gialla di Samuele editore–pordenonelegge. La generazione Cinquanta si orienta verso editori di nicchia: Tiziano Broggiato per Marietti, Loretto Rafanelli per Jaca Book. Nell’officina parmigiana di Guanda comunque si possono leggere Alfonso Guida, Marco Corsi, Alberto Pellegatta e Silvia Caratti.

Crocetti, entrata nell’orbita Feltrinelli, mantiene un catalogo internazionale di peso: da Anne Carson a Jorie Graham, Tranströmer, Jon Fosse, Bob Dylan; è annunciata l’uscita di Alice Oswald. Tra gli italiani ci sono lo sciamano Alessandro Ceni e i più giovani Ibello e Ruotolo. Il Saggiatore, che si è assicurato l’opera completa di Louise Glück tradotta da Massimo Bacigalupo, pubblica il Faldone di Vincenzo Ostuni; La nave di Teseo Renato Minore e Umberto Piersanti.

Quanto alla piccola e media editoria, InternoPoesia alterna autori affermati – in uscita Giovanna Sicari – a ripescaggi e libri di forte richiamo. Seguono Fazi con l’instancabile Rondoni, Damiani, Sica e i saggi poetici di Galaverni; Marcos y Marcos con Pusterla, Gezzi, Poletti e i Quaderni di poesia contemporanea; Industria&Letteratura con la poesia civile di Ariano e De Falco. Ci sono poi Arcipelago Itaca – Cinema Persefone di Marilena Renda si è aggiudicato lo Strega Poesia Giovani 2025; Tlon con Giorgiomaria Cornelio e Laura Di Corcia; Il Ponte del Sale; Anterem Edizioni con le sue 4 collane; Tic che esce con Andrea Inglese; Molesini che ospita Roberto Deidier, Veronica Chiossi e l’ultimo tassello mancante alla ricezione completa dell’opera di Seamus Heaney, Stazioni. Infine Magog, gruppo che pubblica anche la rivista Pangea di Davide Brullo, spietato e generoso cantore della nostra eccedenza.

Da nominare Interlinea, che dedica spazio ai giovani come Matteo Bianchi (dirige la rivista Laboratori critici della Samuele), presenti anche nella rinata VallecchiPoesia, in CartaCanta di Capire Edizioni, nella collana di opere prime diretta da Corbetta, Talarico e Bronico di Puntoacapo, e in Ladolfi, che ha recentemente pubblicato La paranoica geometria del sogno di Arianna Galli. Ma per i giovani e i social serve davvero un discorso a parte. Solo pochi cenni, dunque, a un panorama multiforme che chiede attenzione continua. Con la poesia forse non si mangia, ma è bene restare vigili.