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I poster di Mucha e la meraviglia dell'Art Nouveau

Nel 1899 il governo austro-ungarico lo incarica di decorare il padiglione della Bosnia Erzegovina per l’imminente Esposizione Universale nella capitale francese
di Sergio De Benedettimartedì 20 gennaio 2026
I poster di Mucha e la meraviglia dell'Art Nouveau

2' di lettura

Siamo alla vigilia di Natale nel 1894 e la famosa attrice francese Sarah Bernhardt (Parigi 1844/1923) ha bisogno di un poster pubblicitario per il dramma “Gismonda” di Victorien Sardou che reciterà nel celebre Theatre de la Renaissance. Alfons Maria Mucha (Ivancice, Moravia, 1860) pittore, scultore e pubblicitario, predispone un disegno che vede la divina Sarah sudi un piedistallo con una veste bellissima e sgargiante, un mantello, una palma sulla mano destra, con tutti fiori che le escono intorno al capo e le scritte “Gismonda” e “Bernhardt” di quasi pari grandezza, ai piedi del quale pone la dicitura del Teatro.

Quando Sarah vede il manifesto, rimane senza parole per la gioia: lei, piccolina e magrissima, non si era mai vista così imponente! Per sei anni Mucha disegnerà per Sarah manifesti, scenografie teatrali, costumi, gioielli e sarà anche il suo consulente artistico. Già famoso, Alfons diventerà celebre in tutti i sensi e due anni dopo, grazie ad un contratto con il litografo Ferdinand Champenois, raggiungerà tale solidità economica da consentirgli una casa molto elegante in Rue du Val-de-Grace, zona molto prestigiosa di Parigi al tempo.

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Champenois procura a Mucha anche favolosi contratti pubblicitari con la Nestlé, Moët & Chandon, Ruinart, Waverley, JOB (Joseph Bardou Company) ed altri. Nel 1899 il governo austro-ungarico lo incarica di decorare il padiglione della Bosnia Erzegovina per l’imminente Esposizione Universale nella capitale francese. Dimenticando il suo spirito patriottico certamente contrario all’Imperatore Francesco Giuseppe, Alfons realizza affreschi talmente originali da meritare la medaglia d’argento. Nella primavera del 1904 Mucha si imbarca per gli Stati Uniti dove è già famoso: i suoi prestigiosi poster infatti, lo hanno preceduto grazie alla felicissima tournée l’anno prima della Bernhardt a New York, Chicago, Philadelphia e San Francisco. Tornerà in America altre quattro volte tra il 1905 ed il 1910, dalla seconda anche in compagnia della moglie, Maria Chytilova, sposata a Praga il 10 febbraio 1906 mentre la primogenita, Jaroslava, nascerà a New York nel 1909.

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Morì a Praga il 4 luglio 1939 quando la Germania nazista ha già occupato la Cecoslovacchia da quattro mesi, ammonendo l’anziano artista di non ostacolare in alcun modo l’avanzata hitleriana, pena il carcere duro. Il concorso di folla, sotto il rigido controllo degli occupanti, fu impressionante ma tutti convennero che avrebbe rappresentato l’ultimo anèlito di libertà fino alla caduta del Terzo Reich nel 1945.

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