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El Niño, il "bambino" che spaventa il meteo: alle origini della parola

Il vocabolo è sinonimo di Gesù Bambino, bambinello per antonomasia. Eppure, il significato che ha assunto oggi devia rispetto alla tradizione
di Massimiliano Arcangelisabato 20 giugno 2026
El Niño, il "bambino" che spaventa il meteo: alle origini della parola

2' di lettura

Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia federale americana specializzata nelle previsioni meteorologiche, dedita al monitoraggio dell’ambiente e degli oceani e impegnata nella protezione della fauna marina, soprattutto quando a rischio d’estinzione, stiamo entrando in un nuovo Niño, e se nelle aree di origine del fenomeno le temperature dovessero innalzarsi di oltre due gradi Celsius si materializzerebbe un super Niño dalle conseguenze catastrofiche. Nei casi peggiori il surriscaldamento oceanico prodotto dall’evento, manifestazione di un più ampio fenomeno meteorologico denominato ENSO (El Niño-Southern Oscillation) e di periodicità variabile, nel ridurre in modo sensibile la pescosità delle acque marine, e provocare seri danni all’ecosistema per effetto di eventi climatici estremi di opposta natura (lunghi periodi di siccità e rovinose inondazioni), può arrivare a minacciare la sopravvivenza stessa delle popolazioni interessate.

Niño è la parola più comune per dire ‘bambino’ in spagnolo, ma nell’espressione El Niño, in cui è personificato, il vocabolo è sinonimo di Gesù Bambino, il bambinello per antonomasia. Il motivo è presto detto: l’aumento delle temperature alla superficie del mare provocato dalla calda corrente che si sviluppa nel Pacifico sud-orientale, al largo delle regioni costiere dell’Ecuador e del Perù, ed è spesso causa di importanti variazioni climatiche in grado di ripercuotersi sull’intero pianeta, si fa perlopiù sentire nelle vicinanze del Natale.

La locuzione El Ninò si è affacciata da noi nei primi anni Cinquanta del Novecento, quando il National Hurricane Center (1953) predispone sei liste di nomi cui attingere, una per anno, nella denominazione dei cicloni e delle tempeste tropicali che si abbattono sulle coste atlantiche americane. Poiché in inglese, molto spesso, a imbarcazioni, treni e aerei (e a tanti altri oggetti inanimati) si attribuisce il femminile she, all’inizio i nomi sono tutti di donna. Nel 1979 cambia tutto. Le accuse di sessismo producono l’effetto sperato. Quell’anno, accanto ai nomi da donna, cominciano a comparire anche nomi da uomo.