Nel 1938 il cantante e chitarrista blues Huddie W. Ledbetter (Lead Belly) usò l’espressione stay woke nella conclusione parlata della registrazione di un suo brano (Scottsboro Boys) per denunciare il razzismo nei confronti di nove ragazzi afroamericani ingiustamente accusati di violenza sessuale sette anni prima in Alabama: «I advise everybody be a little careful [...]. Best stay woke, keep their eyes open» («Consiglio a tutti di fare un po’ d’attenzione [...]. Meglio restare all’erta, tenete gli occhi aperti»). Nel decennio in cui Lead Belly raccomanda alla comunità afroamericana di mantenere alta la guardia contro la violenza razziale nasce, sempre in terra statunitense, il fenomeno del politically correct (poi variamente intrecciato e confuso con la cancel culture, e con la stessa “cultura woke”), innescato da una sinistra comunista preoccupata di registrare e analizzare il comportamento di esponenti e militanti del partito, fra irreggimentati e disallineati, rispetto alle posizioni dettate dallo stalinismo.
Assimilato negli anni Sessanta da talune frange della New Left, e giunto in Italia sull’onda della protesta sessantottina, il “politicamente corretto” avrebbe poi preso rapidamente piede e assunto dimensioni sempre più consistenti. Decisiva la fine degli anni Ottanta, quando in alcune delle più prestigiose università nord-americane, a partire da quella del Michigan (1988), avrebbero cominciato a diffondersi precisi regolamenti (speech codes) volti a disciplinare il comportamento verbale fra i residenti nei vari campus, sottoponendo a sanzioni amministrative chiunque si fosse abbandonato a un linguaggio razzista, sessista o omofobo. Nel Terzo Millennio la sorte arriderà anche a woke, che inizierà a diffondersi a partire dal 2013, anche grazie all’hashtag #StayWoke (legato al movimento Black Lives Matter), e prenderà rapidamente piede. Il termine abbraccerà i diritti civili delle comunità LGBTQIA+ e la lotta al sessismo e amplierà quindi il suo dominio di applicazione, fra eccessi e anacronismi, a tutte le lotte per i diritti civili, alla tutela di tutte le minoranze e a tutte le disuguaglianze sociali ed economiche.




