Lucio Dalla non c’è ma c’è sempre. E questa non è una banalità perché chi scrive capolavori vive oltre la morte, nel caso di questo piccolo grande genio avvenuta il 1 marzo del 2012. Come De Andrè, Gino Paoli, Pino Daniele o Lucio Battisti, Dalla vola nell’immensità. Quindi è cosa buona e giusta riproporre le sue opere affinché le generazioni più lontane al suo vissuto ne conoscano i geniali versi e le liriche. L’autore di Caruso se ne è andato all’improvviso quattordici anni fa pochi giorni dopo aver partecipato al Festival di Sanremo 2012 quando accompagnò, nelle vesti di direttore d’orchestra, Davide Carone e dopo aver iniziato un tour che toccò la città svizzera di Montreux. Lo show di quella sera andò bene ma la mattina dopo Il Ragno, questo il soprannome che i suoi amici veri avevano dato a Lucio, trovò la morte nella stanza d’albergo per un infarto. L’evento toccò tutta Italia quasi se ne fosse andato una celebrità, una statista, un Papa. In realtà Dalla si definiva sempre “uno di noi”, amava nascondersi e frequentare la gente comune. Passava i suoi Natali con i clochard. Ideologicamente si riteneva forse tale. La sua scomparsa fu dolorosa per tutti e, per ricordarlo al meglio, Sony ha realizzato Sono Lucio, un progetto trasversale pensato per i fan storici che hanno vissuto l’epopea canora di Lucio, dagli anni ’70 al nuovo millennio, ma anche per chi vuole entrare in contatto ora con l’universo dalliano attraverso i brani più iconici.
Sono Lucio è l’ennesima antologia e questo farebbe pensare all’anima commerciale di un mondo discografico che vive ormai sui best-off dei campioni del passato. Invece no, è un progetto non banale trattandosi di un viaggio tra poesia e musica, ricco di immagini e con un connotato artistico globale. Basta guardare con attenzione la cover per la quale è stata scelta uno scatto dell’amico fotografo Luigi Ghirri, impreziosito da un dettaglio che fa emergere il lato intimo e segreto di Dalla: il titolo è stato stampato sulla bella fotografia riportando la calligrafia di Lucio. Sono Lucio è proposto in tre formati fisici: il doppio LP in vinile numerato colorato Azzurro Mare (disponibile unicamente sul Sony Music Store), il doppio LP black 180g e il doppio CD. Quest’ultima versione comprende un numero più ampio di brani compreso Henna, il più amato da Dalla. E vere chicche del primo Dalla quali Tu Parlavi Una Lingua Meravigliosa e Il cielo. In tutte le versioni sono presenti le hit maggiormente rappresentative: da Caruso ad Anna e Marco, passando per Futura, Cara e L’anno che verrà.
Trattasi di capolavori per lo più, rimasterizzati partendo dai nastri analogici originali che erano nel formato 192 kHz / 24. Oltre alle canzoni che è sempre piacevole riascoltare così perfette, il tutto è completato da una suggestiva selezione di belle immagini dello stesso Ghirri che offrono squarci della vita privata di questo cantautore. Un uomo che, nella vita, oltre a Bologna ha amato molto le Isole Tremiti e l’Etna, laddove Dalla aveva belle case illustrate nelle immagini dell’antologia. L’opera dalliana è valorizzata oggi dalla Fondazione che ne porta il nome e Stella Caracchi ne è la consigliera: «Lucio ha suggellato momenti straordinari della storia della cultura del nostro Paese. La grande partecipazione con cui è stata accolta l’uscita di questa antologia e il sold-out ottenuto dalle vendite della prima versione vinile di Sono Lucio ci emoziona perché testimonia l’attualità di Dalla e la forza inesauribile della sua opera che, a distanza di anni, continua a parlare al pubblico. In Fondazione accogliamo studenti e ne vediamo l’interesse». E per l’occasione è stata realizzata un nuovo video del brano Anna e Marco per la regia di Marco Pellegrino, che nel 2019 ha firmato anche la regia del videoclip de L’anno che verrà. Il risultato è suggestivo. Ecco perché Dalla non c’è ma c’è. Sempre.




