"La più sincera solidarietà al rabbino aggredito e a tutta la Comunità ebraica milanese. È un episodio vile e inaccettabile che condanno con la massima fermezza, l’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare in alcuna forma e che continueremo a contrastare con determinazione": Giorgia Meloni lo ha dichiarato a proposito del rabbino insultato, deriso e preso a calci nel quartiere ebraico di Milano da tre giovani di origine nordafricana. Per uno di loro, 20enne di origine tunisina arrestato con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, il giudice ha deciso l'obbligo di firma due volte alla settimana. Gli altri due, il fratello e un loro amico, sono stati denunciati a piede libero.
Oltre alla presidente del Consiglio, in molti nel centrodestra hanno subito espresso vicinanza alla vittima dell'aggressione e a tutta la comunità ebraica. Silenzio, invece, dalle parti delle opposizioni, almeno finora. Nessun messaggio dal Movimento 5 Stelle o da Alleanza Verdi Sinistra. Qualche condanna dal Partito democratico. Piero Fassino, per esempio, ha parlato di "episodio ripugnante", criticando anche la "campagna di demonizzazione contro il ddl antisemitismo". A lui si sono uniti Graziano Delrio, Simona Malpezzi, Laura Boldrini, Ouidad Bakkali e Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Consiglio regionale della Lombardia. Il sindaco Beppe Sala invece ha parlato di "situazione delicata".




