Libero logo

"Gasolio" è la parola della settimana

Accise, tagli, code ai distributori ma non solo: cosa si scriveva dall'ottocento dell'olio minerale
di Massimo Arcangelidomenica 4 ottobre 2026
"Gasolio" è la parola della settimana

2' di lettura

«Accise, proroga dei tagli al 6 giugno 2026. Dimezzato lo sconto sul gasolio» (23 maggio 2026). Un titolo fra i tanti degli articoli pubblicati in siti e testate giornalistiche che hanno dato al tempo notizia della proroga per decreto (22 maggio 2026), per due settimane, della riduzione del prezzo della benzina di 5 centesimi al litro e del dimezzamento dello sconto per il prezzo del gasolio (da 20 centesimi a 10 centesimi al litro).

Ecco altri titoli a coprire i mesi successivamente trascorsi, segnati da ulteriori decreti: «Caro gasolio: “Prorogato il taglio delle accise fino al prossimo 6 luglio”» (8 giugno); «Gasolio, approvato decreto legge per riduzione accise e sostegno all’autotrasporto» (27 luglio); «Carburanti, prorogato sconto 17 centesimi sulle accise sul gasolio: in vigore fino al 26» (23 agosto); «Accise, parte il nuovo sconto alleggerito: ecco di quanto aumenterà il prezzo del gasolio» (18 settembre); «Protesta dei trattori contro il caro -gasolio alle porte di Roma» (2 ottobre).

Tutti i dizionari dell’italiano, sia storico -etimologici sia dell’uso corrente (dal Devoto -Oli allo Zingarelli), indicano nel 1942 l’anno di prima attestazione di gasolio, un adattamento dell’inglese gasoil (dove oil sta per “olio minerale”), ma chiunque abbia una minima dimestichezza con la storia della nostra lingua, e con la nostra storia sociale, non esiterebbe a ritenere implausibile - senza doversi sforzare più di tanto per dimostrarlo - quella prima datazione. I primi esempi del termine, anche riferito a particolari applicazioni, sono addirittura secondo -ottocenteschi. Uno soltanto: «Diamo in ultimo uno sguardo ai mezzi che sarebbero i più indicati contro i bruchi (...) che minacciano i nostri agrumeti. Quanto io sappia, di prove pratiche per la loro distruzione finora poco si è tentato. (...) Adoperando anche dei liquidi insetticidi più efficaci, quali sarebbero petrolio, gasolio, ed altri simili, ci vorrebbe una grande quantità di liquido per colpire tutti i punti attaccati della pianta, cioè le infiorescenze» (Ottone Penzig, Un nuovo flagello degli agrumi, «L’Italia agricola», anno XV, num. 10, 31 maggio 1883, p. 233).