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Quel filo che unisce Leone, Giovanni Paolo II e Fatima

Dopo l’attentato Wojtyla fu ricoverato il 13 maggio, giorno della prima apparizione della Madonna. Prevost invece il 13 ottobre, l’ultima epifania di Maria ai pastorelli
di Antonio Soccigiovedì 15 ottobre 2026
Quel filo che unisce Leone, Giovanni Paolo II e Fatima

4' di lettura

La serenità del Papa, che da uomo di Dio sa affidarsi totalmente a Lui, contrasta con le preoccupazioni che sono sorte sulla sua salute. Repubblica ieri scriveva: «La sensazione che si respira è che da oggi il Pontificato è entrato in una fase nuova, e con una notevole dose di incertezza». Domande comprensibili su cui però non ci inoltriamo. Piuttosto segnalo dei dettagli che fanno riflettere o almeno incuriosiscono. C’è una strana analogia fra questo primo ricovero al Gemelli di Leone XIV e il primo ricovero di Giovanni Paolo II avvenuto, fra le stesse mura, quarantacinque anni fa, per i colpi di Ali Agca. Infatti il drammatico ricovero di Wojtyla dopo l’attentato, che segnò profondamente il suo pontificato e fece intuire quando sarebbe stato straordinario, avvenne il 13 maggio, il giorno in cui nel 1917, si era verificata la prima apparizione della Madonna a Fatima: papa Wojtyla attribuì perciò a lei il merito di aver salvato la sua vita.

L’intervento chirurgico di papa Prevost è avvenuto un 13 ottobre che per la Chiesa non è un giorno qualsiasi. È il giorno in cui, nel 1917, a Fatima, vi fu l’ultima apparizione della Madonna ai tre pastorelli, la più clamorosa, quella con il miracolo del sole visto da migliaia persone presenti e testimoniato anche dai giornali del tempo. Dunque Giovanni Paolo II e Leone XIV al Gemelli nelle date della prima e dell’ultima apparizione di Fatima. Sarà un caso, ma il card. Biffi diceva che “caso” è il nome che il buon Dio prende quando agisce in incognito. Forse certe strane coincidenze sono discreti suggerimenti da interpretare?O mostrano che non sono gli uomini a scrivere la storia? Nella vita della Chiesa è evidente. Anche nel pontificato di Prevost.

LA “RICOSTRUZIONE”

A proposito di date. Il Conclave che lo ha eletto Papa si è aperto il 7 maggio 2025: nel calendario liturgico che precedeva la riforma del 1955-1962, sarebbe stata la festa del Patrocinio di San Giuseppe sulla Chiesa Universale (istituita da Pio IX). Dopo il terremoto del pontificato bergogliano, quell’antica festa liturgica sembrava indicare la strada da prendere: la ricostruzione della Chiesa. Del resto il card. Prevost è stato eletto Papa l’8 maggio, che è il giorno della Supplica alla Madonna di Pompei (che lui ricordò subito, affacciandosi alla terrazza di San Pietro). Inoltre era la festa di Maria Mediatrice di tutte le grazie (specialmente in ambito francescano) e anche la festa di San Michele Arcangelo, il protettore della Chiesa, nel Calendario romano generale, prima della riforma del 1960 (oggi, in quel giorno, si commemorano soprattutto le apparizioni dell’Arcangelo sul Monte Gargano). Si tratta di ricorrenze liturgiche che tutte indicano uno stesso tema: la protezione della Chiesa dai nemici di Cristo.

Peraltro la stessa scelta del nome fatta da papa Prevost, con l’esplicito richiamo a Leone XIII, ci riporta a questo contesto perché il Pontefice della Rerum novarum fu anche colui che (pare) dopo una visione soprannaturale in cui vide un tremendo attacco satanico alla Basilica di San Pietro, scrisse il famoso esorcismo e la preghiera all’Arcangelo san Michele. Quella recitata, fino al 1965, alla fine di ogni messa a protezione della Chiesa. Di questa pagina moderna di storia della Chiesa iniziata, appunto, con la “visione” di Leone XIII, realizzatasi nel corso del Novecento con le più sanguinose persecuzioni mai verificatesi in duemila anni, le apparizioni di Fatima del 1917 rappresentano la profezia più esplicita: è lì infatti che la Madonna predisse la rivoluzione comunista in Russia (che avvenne tre mesi dopo), tutte le tragedie che avrebbe provocato e il secondo conflitto mondiale. Con la misteriosa terza parte del Segreto che – com’è stato rivelato nel 2000 dalla Santa Sede – contiene la visione della strage dei cristiani, dei vescovi e l’uccisione del Papa, che pare rappresenti le sofferenze dei Papi del Novecento.

LA PROFEZIA SUL REGIME SOVIETICO

La profezia di Fatima è particolarmente incentrata sul comunismo sovietico e su ciò che avrebbe provocato nel mondo: i suoi effetti sono ancora presenti, basti pensare alla Cina, ma anche all’attuale conflitto fra Russia e Ucraina (fra l’altro anche il fallito attentato a Trump del 2024 avvenne in un giorno che ricorda una delle sei apparizioni Fatima, quella del 13 luglio, quando la Madonna consegnò il Segreto).

Faccio notare di nuovo una serie di curiose coincidenze in cui le date sembrano davvero parlare. A Fatima, nel 1917, la Madonna – come si è detto - annuncia la prossima rivoluzione bolscevica in Russia e le persecuzioni, ma conclude con queste testuali parole: «Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà». Ebbene, la misteriosa mano invisibile che chiamiamo “caso” ha voluto che l’atto ufficiale di liquidazione dell’Urss (che perdette diversi stati e si denominò Csi) avvenisse l’8 dicembre 1991, cioè proprio il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra l’Immacolata Concezione di Maria.

Non solo. È il 25 dicembre 1991, giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra il Natale, che il mondo assiste a uno spettacolo inimmaginabile: sul Cremlino viene ammainata, dopo 74 anni, la bandiera rossa.
È la fine del regime sovietico che ha perpetrato il più grande macello di cristiani della storia. Naturalmente anche in questo caso si può ritenere che si tratti di semplici coincidenze. Come si può vedervi la mano invisibile che domina la storia umana e guida la Chiesa. Giovanni Paolo II leggeva questi eventi dal punto di vista di Dio e faceva tesoro del loro insegnamento e dei loro suggerimenti per interpretare il nostro tempo.