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Caos ricongiungimenti: altra truffa sulle pensioni

Giulio Bucchi
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  di Antonio Castro Se sono tanti gli esodati (oltre 321mila secondo l'Inps), i “ricongiungendi” sono quasi il doppio: circa 600mila, di cui almeno 414mila interessati a ricompattare la propria carriera contributiva nella speranza di avere (non si sa bene quando) un assegno pensionistico dignitoso. Mercoledì prossimo, 14 novembre, a Montecitorio si riunirà per l'ennesima volta il Comitato ristretto della commissione Lavoro. Incontro fissato proprio per tentare di trovare una risposta all'incubo in cui la legge 122 (articolo 12) ha precipitato un'intera generazione: la ricongiunzione previdenziale a pagamento di chi ha una doppia posizione previdenziale. Bisogna tornare al luglio 2010 per trovare il bandolo della matassa. Fino a quel giorno era possibile chiedere, al momento del pensionamento o anche prima, la ricongiunzione “a titolo gratuito” di tutti i contributi. Approvato l'articolo 12 della legge 122 spuntano due paroline , a “titolo oneroso”, che precipitano centinaia di migliaia di lavoratori onesti, e di diligenti contribuenti, nell'inferno della pensione quasi dimezzata. Decurtazione dovuta al diverso sistema di calcolo che rientra sotto il famigerato capitolo della “totalizzazione”. Vale a dire che è ancora oggi possibile rimettere insieme tutti i contributi in maniera gratuita, ma bisogna passare al metodo contributivo anche per chi nel 1995 aveva già versato 18 anni di contributi. Rinunciando al più vantaggioso sistema (ante riforma Dini) che calcola la pensione agganciandola alle retribuzioni degli ultimi anni di carriera. LIbero pubblica le storie di chi  va a riposo e si vede recapitare un contro salatissimo per unire i sistemi contributivi diversi. Scriveteci le vostre storie a [email protected]   Leggi l'articolo integrale di Antonio Castro su Libero in edicola oggi, martedì 13 novembre    

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