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Umbria: rapporto Aur, in Regione 36 mila famiglie in poverta'

domenica 16 dicembre 2012
Umbria: rapporto Aur, in Regione 36 mila famiglie in poverta'

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Perugia, 14 dic.(Adnkronos) - L'Umbria, come le altre regioni italiane, avverte i segni della crisi e le famiglie in sofferenza tendono ad aumentare rispetto al passato: se tra il 2008-2010 i nuclei familiari poveri erano circa 20 mila, con un'incidenza media del 5,5 per cento, nel 2011 l'Istat li stima pari a oltre 36 mila, quasi il 9 per cento. Il dato sposta la nostra regione piu' vicino alla media nazionale dell'11 per cento e ci riporta nelle stesse condizioni del 2003-04 e, accanto a questa fascia, c'e' poi quella degli umbri a rischio di poverta'. E' quanto emerso nel corso della presentazione del Rapporto sulle poverta' in Umbria realizzato dall'Agenzia Umbria Ricerche (Aur) e dall'Osservatorio sulle Poverta' in Umbria, un organismo costituito nel 1995 dalla Regione e dalla Conferenza Episcopale Umbra. Lo studio, articolato in quindici capitoli, cinquecentotredici pagine, fitte di dati commenti e proposte, e' stato presentato stamani a Perugia, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e del Presidente della Conferenza Episcopale Umbra, monsignor Gualtiero Bassetti, dell'assessore regionale al Welfare e all'Istruzione, Carla Casciari, del presidente dell'Aur, Claudio Carnieri. In Umbria, all'interno delle famiglie povere, e' stato spiegato durante l'incontro dal consulente scientifico dell'Aur, Paolo Montesperelli, si possono individuare quelle che versano in uno stato molto grave che sono circa 6.300, l'1,7 per cento di tutte le famiglie umbre, mentre appena al di sopra della soglia di poverta', vi e' un altro 5 per cento, pari a 19 mila famiglie. In pratica, dal 2010 al 2011, molte di queste unita' definite 'quasi povere' sono passate ad uno stato di poverta' conclamata calcolata in termini di spesa per i consumi. Se si considera invece il reddito familiare disponibile, gli umbri a rischio di poverta' sono circa 109 mila, il dato colloca la regione al terzo posto tra quelle del Centro-Nord piu' a rischio". (segue)