(Adnkronos) - Nel merito Legambiente segnala come un fatto positivo la conferma nel piano ambientale di "interventi importanti come la copertura dei parchi primari e dei nastri trasportatori, l'adozione di limiti alle emissione molto più restrittivi rispetto alle norme di legge vigenti, il rispetto dei limiti tabellari dei reflui industriali prima del loro scarico nei canali" e, inoltre, l'inserimento di prescrizioni riguardanti la cokeria "osteggiate dall'azienda, come l'installazione di un sistema di captazione delle emissioni diffuse dopo lo sfornamento del coke e l'installazione dei filtri a maniche sui camini, fortemente 'volute' da Legambiente e che il ministro Prestigiacomo e il Tar di Lecce avevano considerato 'improponibili'". Accolta anche la proposta di Legambiente "di redazione di uno studio circa l'impatto prodotto dalle idrovore dell'Ilva nel Mar Piccolo". Ma risultano "discutibili o del tutto negative invece altre scelte come, ad esempio, l'adozione di sistemi di umidificazione dei materiali stoccati all'interno degli edifici in luogo dei sistemi di depolverazione automatica, gli elettrofiltri previsti per i camini dell'agglomerato in luogo dei filtri a tessuto, lo spegnimento ad umido invece che a secco del coke o lo scarico del minerale dalle navi con benne ecologiche invece che con sistemi di aspirazione". La stessa valutazione del danno sanitario, con cui la Regione ha il potere di chiedere il riesame dell'Aia, "rimane confermata ma resta da effettuare secondo le modalita' previste dalla legge nazionale, da noi piu' volte contestate - conclude Lunetta Franco - invece che da quelle, molto piu' severe, indicate dalla legge regionale pugliese".




