(Adnkronos) - "Come si intende rispondere a queste imprese, a questi lavoratori? Chi si accollerà, eventualmente, questo ulteriore colpo ad un territorio già duramente e drammaticamente colpito dalla recessione economica? Noi chiediamo che ci siano certezze su questo punto, con la chiarezza che dobbiamo ai lavoratori ed agli imprenditori quando parliamo della loro vita- avvertono - Temiamo che cresca la tensione sociale, e che tutto ciò divenga allarmante in un contesto così difficile. Perciò abbiamo chiesto alle locali istituzioni di avere risposte già nell'Aprile scorso, ma ora abbiamo bisogno delle certezze che solo il Governo Nazionale può dare - avvertono imprese e sindacati". "In secondo luogo ribadiamo che, a nostro avviso, non possa venire messa in discussione la centralità della "Marittima", che ha visto proprio in questi giorni il completamento della sua struttura frutto di decenni di investimenti. Si pone quindi il problema del "come" arrivare alla marittima, e su questo ci sentiamo di affermare che la scelta sulle vie alternative non può interferire con i traffici commerciali, che hanno per riferimento Marghera e gli sforzi, anche in termini di investimenti, per il suo rilancio produttivo", sottolineano imprese e sindacati. "Se Venezia è arrivata ad essere tra i primi homeport mondiali, ed il terzo porto crocieristico del Mediterraneo, è anche perché ha saputo integrare il suo "brand" con infrastrutture logistiche di prim'ordine, (che certamente non possono venire ripetute a Marghera, per la quale la scelta di porto merci per l'intero Nord Est non può venire messa in discussione), e creare un sistema efficiente con il proprio aeroporto internazionale - sottolineano - In caso di scelte non conseguenti e responsabili la perdita del ruolo centrale di Venezia, a vantaggio di altri porti non italiani, rischierebbe di creare un effetto domino per l'intero sistema con inevitabili ulteriori perdite economiche ed occupazionali".(segue)




